Spolpano patrimonio di una disabile: indagati l’ex campione di body building Mauro Rozza e i genitori

Il terzetto, con i soldi sottratti alla donna, della quale la capo famiglia era curatrice, avrebbe anche acquistato una Ferrari Spider. Il culturista nel 2009 confessò l’omicidio della moglie

Mauro Rozza, ex campione italiano di body building (Foto Instagram)

Mauro Rozza, ex campione italiano di body building (Foto Instagram)

Milano – Accuse particolarmente odiose, soprattutto perché la presunta vittima delle manovre messe in campo da un terzetto sarebbe una donna affetta da disabilità mentale, per di più amica di famiglia.

Le contestazioni

Una donna, Antonia Maria Rosa Meanti, è indagata in concorso con il marito e il figlio con l’accusa di aver sottratto 1,3 milioni di euro nell’arco di dieci anni, dal 2011 al 2021, a una signora, affetta da disabilità mentale, della quale era stata nominata curatrice. Il figlio dell’indagata è persona nota alle cronache, sportiva e nera: si tratta di Mauro Rozza, ex campione italiano di body building, categoria pesi massimi. Nel 2009 aveva confessato di aver assassinato la moglie con 60 coltellate, ma l’anno successivo per vizio totale di mente dalla corte d'Assise di Milano.

La bella vita

Ricoverato fino al 2014 in un ospedale psichiatrico giudiziario, Rozza – secondo le accuse – trascorreva il tempo in resort esclusivi di tutto il mondo e girava al volante di una Ferrari Spider, targata “Money”.

L'auto, intestata a un terzo soggetto residente a San Marino, ma acquistata tramite bonifico da Sergio Rozza, il padre del body builder (secondo gli inquirenti con i soldi sottratti alla disabile), è stata sequestrata dalla sezione di polizia giudiziaria-aliquota guardia di finanza, insieme ad altri tre veicoli, 12 appartamenti tra Milano e Riccione, sei orologi di lusso, 750mila euro in contanti trovati in due cassette di sicurezza, oltre ai saldi depositati sui conti correnti.

Un patrimonio di oltre 2 milioni di euro, di cui - secondo gli inquirenti - non era giustificata la lecita provenienza. Oltre a convalidare il decreto di sequestro preventivo d'urgenza emesso dal pm Cristiana Roveda, il gip Alessandro Di Fazio ha disposto nei confronti dei tre indagati la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna disabile.