Siae Cologno: la proprietà rinvia il pagamento della tredicesima, i lavoratori scioperano

I sindacati promettono battaglia a oltranza per la tenuta salariale e occupazionale del polo di via Buonarroti, che vede la vendita della controllata SM Optics e il rischio di 140 esuberi

La protesta dei lavoratori della Siae

La protesta dei lavoratori della Siae

Cologno Monzese (Milano), 21 dicembre 2023 – Dopo appena una settimana dal corteo per le vie della città, i lavoratori di Siae Microelettronica tornano a scioperare. Questa mattina, giovedì 21 dicembre, gli addetti dell’azienda di telecomunicazioni hanno incrociato le braccia e hanno organizzato un presidio fuori dai cancelli di via Buonarroti. “L’azienda si era formalmente impegnata a versare la tredicesima in questi giorni. L’aveva annunciata per il 23 dicembre, data che già a noi aveva fatto insospettire perché quella giornata cade di sabato e, quindi, la somma sarebbe stata nella disponibilità dei lavoratori solo dopo le feste”, ricorda Giorgio Pontarollo della Fiom Milano.

Rsu e sindacati avevano così sollecitato la società, che già da quattro mesi sta pagando in ritardo gli stipendi agli 800 dipendenti di Siae e della controllata SM Optics, anche in tranche diverse a seconda del settore e dell’inquadramento contrattuale. “I vertici ci avevano scritto nero su bianco che la tredicesima sarebbe stata nella disponibilità dei lavoratori entro il 23 dicembre. Poi è arrivato il regalo di Natale: la comunicazione del pagamento il 15 gennaio 2024”. A questo punto le Rsu hanno proclamato lo sciopero per oggi: oltre al presidio di stamattina ci sarà anche la mobilitazione durante il secondo turno, dalle 19,30 alle 20,30.

“Non sono riusciti a mantenere gli impegni neanche sulla tredicesima mensilità”. Difficile, quindi, fidarsi su tutta una trattativa che si annuncia lunga e complessa. “Restiamo in lotta per garantire un futuro produttivo e occupazionale. Il 5 dicembre era attesa la presentazione di un piano di rilancio, ma è stato illustrato un piano di ristrutturazione che fa ricadere i costi della crisi aziendale interamente sui lavoratori – ha denunciato la Fiom Lombardia -. Non c'è nemmeno stata alcuna ricapitalizzazione immissione di liquidità straordinaria, gli stipendi continuano ad essere pagati in ritardo e la crisi finanziaria ormai ostacola la continuità produttiva”.

Quasi 800 addetti che rischiano una drastica cura dimagrante: 230 lavoratori di SM passeranno a un nuovo acquirente, dopo la messa in vendita della controllata, e degli oltre 600 addetti di Siae è stato annunciato dall’azienda il possibile esubero di 140 posizioni, soprattutto del reparto produttivo. “Abbiamo chiesto l'immediato intervento dell'istituzione regionale e del ministero per salvare una importante realtà delle telecomunicazioni, strategica per la sicurezza nazionale e la transizione digitale del nostro Paese – conclude Pontarollo -. Il 18 gennaio dovrebbe essere convocata la quarta commissione regionale: organizzeremo anche un presidio sotto al sede della Regione. La mobilitazione continuerà fino a quando non ci sarà il rilancio dell'azienda con impegni chiari e garanzie istituzionali”.  

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