Siae Microelettronica: "I 30 milioni? Mai visti"

Scioperano i lavoratori dell’azienda di Cologno e della controllata Sm Optics. Quasi 800 addetti in cassa: "Vogliamo politiche industriali per il settore Tlc".

Siae Microelettronica: "I 30 milioni? Mai visti"

Siae Microelettronica: "I 30 milioni? Mai visti"

"Vogliamo politiche industriali per il settore Tlc". Lo chiedono con forza ormai da mesi i lavoratori di Siae Microelettronica e della controllata Sm Optics che ieri mattina hanno scioperato davanti ai cancelli di via Buonarroti. Quasi 800 addetti tra i due poli in contratto di solidarietà e in cassintegrazione, questa in scadenza. "Dopo tante promesse ai tavoli regionali, non hanno ancora presentato un nuovo piano industriale per il rilancio dell’azienda dall’attuale situazione di dissesto finanziario: doveva essere presentato entro novembre", ricordano i sindacalisti della Fiom, che ogni martedì e giovedì hanno organizzato un presidio per richiamare la società alle sue responsabilità. Cassintegrazione, stipendi tagliati e in ritardo, welfare non pagato tra le denunce dei lavoratori della multinazionale, leader nel settore delle telecomunicazioni, che non si era fermata neanche durante la pandemia. Ma i nodi al pettine riguardano soprattutto il futuro e la tenuta occupazionale: Sm Optics, ad esempio, è stata messa sul mercato senza che si conosca il perimetro di vendita della controllata. Sindacati e dipendenti sono preoccupati per la diminuzione della produttività di un’attività storica: è vero che l’intero settore delle telecomunicazioni è in crisi, ma secondo gli addetti Siae in questi anni scelte sbagliate del management avrebbero avuto ripercussioni anche sulle forniture e, quindi, sulla produzione. Domani si terrà un importante incontro: i sindacati attendono la presentazione del piano industriale, societario e finanziario delle due aziende. "I vertici lo avevano promesso entro novembre e non è mai arrivato. Speriamo ora di vederlo - commenta Giorgio Pontarollo della Fiom Milano -. Entro il mese scorso si erano anche impegnati a un’iniezione di liquidità di 30 milioni di euro e anche questa non c’è stata". Fiom e Cgil hanno anche chiesto che si torni davanti alle istituzioni. "Chiediamo il coinvolgimento della Regione e del ministero per salvare un’importante realtà delle telecomunicazioni, strategica per la transizione digitale del nostro Paese. La mobilitazione continuerà fino a quando non ci sarà il rilancio dell’azienda con impegni chiari e garanzie istituzionali".

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