Cologno, i lavoratori di Siae tappezzano l’azienda di striscioni: “Pagate stipendi, 13esima e welfare”

Ancora una volta non tutti i lavoratori hanno ricevuto le spettanze di dicembre. "L'azienda continua a non rispettare gli impegni". Il 18 gennaio incontro in commissione regionale

Uno degli striscioni appesi fuori dalla Siae
Uno degli striscioni appesi fuori dalla Siae

Cologno Monzese (Milano), 2 gennaio 2024 – Hanno tappezzato cancelli e muri con i loro messaggi, i lavoratori di Siae Microelettronica, l’azienda leader nel settore delle telecomunicazioni che da oltre sei mesi vive una crisi culminata con l’ipotesi di 140 esuberi sui 600 dipendenti della sede di via Buonarroti e la vendita della controllata SM Optics di 230 addetti.

“Il lavoro va pagato!” si legge all’ingresso di via Buonarroti. E, ancora, “Dopo tante bugie, vergogna”, “Gli impegni si mantengono. Rilancio senza esuberi”. Una nuova protesta, dopo due scioperi in una settimana alla fine dell’anno. “È successo che l’azienda anche questa volta non abbia pagato lo stipendio a tutti gli addetti, ma solo a una parte”, ha spiegato Giorgio Pontarollo della Fiom.

C’è stanchezza nel polo colognese, che dopo l’uscita di scena di Janssen, è il secondo della città per numero di lavoratori. “Imprenditori o prenditori?”, si chiedono i metalmeccanici sugli striscioni che sono stati appesi. “Abbiamo dato l’anima, oltre a numerosi sacrifici, per questa azienda che è cresciuta grazie a noi. Vogliamo essere protagonisti del rilancio, non solo oggetto di tagli e piani di dismissione – dicono -. Ma prima di tutto gli impegni vanno rispettati”.

Lo chiede anche uno dei messaggi che si leggono all’ingresso di Siae: “Pagate 13esima, stipendi, Cometa, Welfare”. Perché oltre agli stipendi in ritardo e sfalsati tra reparti, la tredicesima che era stata annunciata per il 23 dicembre è stata posticipata al 13 gennaio e ci sono ancora ritardi con il versamento dei fondi integrativi, come quello per la pensione complementare per i lavoratori dell'industria metalmeccanica. Il 18 gennaio è atteso il tavolo della commissione regionale Attività produttive, richiesta con urgenza dalla Rsu e dalla Fiom dopo la presentazione di un piano che doveva parlare di rilancio “e invece parla solo di tagli, di fatto smantellando questa realtà”. Alla Regione si chiede un coinvolgimento diretto nella difficile trattativa, anche chiamando in causa il Governo per difendere un’eccellenza fino a oggi totalmente italiana in un settore strategico come quello delle telecomunicazioni.

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