Cinisello, sciopero all’Itis Cartesio: “Volevo andare a Praga ma ho la classe che si allaga”

Stop ai viaggi didattici, ai distributori di bibite e snack, offerta formativa non potenziata e acqua nelle aule e nei corridoi: studenti e genitori protestano con il supporto del personale scolastico. No comment della dirigente

Lo sciopero dei ragazzi del Cartesio

Manifestazione Cartesio Cinisello - 27 Febbraio 2024 - foto spf/ansa

Cinisello Balsamo (Milano), 27 febbraio 2024 – Hanno proclamato una giornata di sciopero oggi, martedì 27 febbraio, gli studenti dell’Itis Cartesio, l’istituto superiore che fa parte del maxi centro scolastico del Parco Nord insieme al liceo Casiraghi e all’IIS Montale. Insieme a loro anche alcuni genitori del consiglio d’istituto, ma il sostegno arriva anche da docenti e personale Ata.

I motivi della protesta sono descritti in un documento di tre pagine e sintetizzati in uno dei cartelli degli allievi: “Volevo andare a Praga ma ho la classe che si allaga”. Gite annullate per tutte le classi, con una circolare di pochi giorni fa. C’è chi doveva partire per Praga, chi per Firenze. “Da subito ci sono stati problemi - raccontano studenti e genitori -. Le destinazioni sono state cambiate più volte tra Praga, Monaco, Inssbruck. Poi il preavviso per il pagamento è stato molto breve: nonostante il consiglio d’istituto avesse deliberato tutto a novembre, l’organizzazione è partita solo a metà gennaio”.

Con programmi didattici non dettagliati e cifre ritenute non proprio adeguate. “Si arrivava anche a 400 euro per un viaggio in pullman di due giorni. O per stare in un alloggio a Montecatini, a 50 chilometri da Firenze, che era la meta della gita. La dirigente scolastica ha avocato a sé i compiti della commissione viaggio, salvo poi annullare date e destinazioni per tutte le classi e dare la responsabilità alle persone che hanno rinunciato, alcune per i costi altre anche come forma di protesta”.

Secondo la circolare, il numero delle iscrizioni sarebbe via via variato, tanto da far schizzare i preventivi, a quel punto troppo alti, e decretare la scelta di non organizzare più i viaggi d’istruzione. Non è, però, l’unico aspetto didattico a venir meno quest’anno. “Lamentiamo il mancato utilizzo di oltre 200mila euro di contributo volontario che sono stati raccolti e che servirebbero per migliorare l’offerta formativa – commenta Mariastella Tramarin, genitore del consiglio d’istituto -. Per il triennio le famiglie versano 140 euro e poi 120 nel biennio. Lo scorso anno è stato usato solo il 28,44% di questo fondo. Per questo, il consiglio ha ora dimezzato l’importo visto che il deposito non è usato e resta nelle casse della scuola”.

Mariastella Tramarin
Mariastella Tramarin

In tutto l’Itis, 980 studenti oltre al personale, non c’è nemmeno un distributore di cibi e bevande. “Le stiamo aspettando. Le avevamo, poi dopo il Covid sono state tolte e mai rimesse. Al Montale e al Casiraghi le hanno, ma se le dovessimo usare, andando in quei plessi, saremmo sospesi – spiegano i rappresentanti degli studenti Cristian Cirillo e Alexandru Costantin Plavitu -. Ci sono classi che finiscono alle 17: si toglie anche la possibilità di prendere una bottiglietta o uno snack ai ragazzi, ma anche a chi lavora”.

Cristian Cirillo
Cristian Cirillo

Faticano gli studenti, faticano i genitori, ma anche i docenti. “Il dialogo è scarso. Le nostre istanze? Sì, vengono raccolte ma non messe in pratica – confessa qualche professore -. Le nostre proposte muoiono lì. Sarà anche per questo che diversi insegnanti, con decenni di carriera in questo istituto, hanno deciso di andare altrove”. E “altrove” significa a pochi metri di distanza: nella porta accanto del Casiraghi e del Montale. “Abbiamo quasi il 50% di insegnanti non di ruolo: non abbiamo mai avuto picchi simili”.

La dirigente scolastica, Chiara Arena, durante la mattina ha incontrato il sindaco Giacomo Ghilardi, ma ha preferito non rilasciare dichiarazioni né rispondere alle nostre domande. “Non ho nulla da dire”. Una delegazione degli studenti giovedì 29 febbraio sarà ricevuta in Comune proprio dall’amministrazione. Tra i problemi maggiori c’è la manutenzione dell’intero edificio, di proprietà di Città Metropolitana. “Ci sono infiltrazioni ovunque, muffa, pezzi di controsoffitto caduti in corridoio come gli stessi pannelli, anche quelli da poco sostituiti senza invece rifare il tetto – concludono Cirillo e Plavitu -. La situazione è la stessa anche in palestra e nelle aule”. Basta fare un giro per la scuola per vedere il nastro rosso e bianco, che delimita alcune aree, compresa quella che dovrebbe essere la postazione per il personale Ata, e i numerosi secchi pieni di acqua sparsi in corridoio. “Ne ho già svuotati sei”, ci dice un’operatrice.

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