Cavo d’acciaio in viale Toscana: confessa anche il terzo componente della banda

Si tratta di un 17enne ricoverato al Niguarda per problemi psichiatrici. Lo ha detto ai genitori i quali hanno chiamato i carabinieri

Milano, cavo d'acciaio in viale Toscana

Milano, cavo d'acciaio in viale Toscana

Milano – Anche il terzo ragazzo della ‘banda del cavo’ ha confessato. Il diciassettenne E., stando a quanto risulta, si trova ricoverato al Niguarda dal tardo pomeriggio di venerdì, cioè dal giorno dopo il raid in viale Toscana: pare che il motivo della permanenza in ospedale sia legato a problemi di natura psichiatrica.

Il racconto ai genitori

Ieri, a più di tre giorni dalla fuga in scooter con l'amico Michele Di Rosa, il minorenne ha confessato ai genitori di essere il terzo ragazzo ancora ricercato dalle forze dell'ordine. A quel punto, padre e madre hanno allertato i carabinieri della Compagnia Monforte, che si sono recati al Niguarda per raccogliere le loro dichiarazioni.

I due complici

I tre ‘amici di social’ hanno agito alle 2.20 della notte tra mercoledì e giovedì, rubando un cavo d'acciaio da un cantiere di via Ripamonti e tendendolo lungo le tre corse di viale Toscana direzione Isonzo, agganciandolo con due moschettoni da un lato a un palo della segnaletica stradale e dall'altro al corrimano di una pensilina Atm e a un albero. Il primo a finire in manette quella notte stessa è stato il ventiquattrenne Alex Baiocco, bloccato dai carabinieri del Radiomobile diciotto minuti dopo in viale Sabotino. Nella notte tra sabato e domenica, il complice diciottenne Michele Di Rosa, si è presentato con il suo avvocato alla Questura di Monza; a valle delle dichiarazioni spontanee, i militari lo hanno fermato per blocco stradale. L'interrogatorio di convalida davanti al gip del Tribunale di Monza si svolgerà domani. Ieri sera gli investigatori della Monforte hanno chiuso il cerchio: quasi certamente, il diciassettenne, la cui identità era già nota agli investigatori dell'Arma, verrà denunciato a piede libero e non sottoposto a provvedimenti cautelari.

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