Milano, 12 febbraio 2021 -  Milano, zona Ortomercato. Ogni sera, quando il titolare della stazione di servizio in via Lombroso va a casa, si presenta il solito “furbetto del cashback“. Fa benzina per l’importo di un euro e due centesimi, paga e se ne va. All’Idroscalo, al distributore in via Rivoltana a Segrate, la scena si ripete. Flavio Rossi, il titolare, mostra gli scontrini. In due giorni 16 rifornimenti, con la stessa carta, per un importo massimo di un euro e dieci centesimi. Un altro cliente ha pagato 11 volte in 48 ore, somme che vanno dai 17 ai 20 centesimi. Uno dei tanti trucchi per raggiungere l'extrabonus. "Se ne approfittano ma non me la sento di dare la colpa a loro – spiega Rossi – piuttosto è colpa di chi non ha pensato di porre dei paletti per prevenire questi episodi". I più danneggiati sono di gran lunga i benzinai, ma la febbre del cashback colpisce anche altre attività con casse automatiche. Il sistema, che garantisce rimborsi fino a 150 euro, prevede anche un ulteriore bonus sulla base del numero di pagamenti: più sono le transazioni e maggiori sono le possibilità di scalare la classifica del super cashback, che ogni sei mesi regala 1.500 euro a 100mila persone. E i “furbetti“ stanno approfittando della falla del sistema, che non ha previsto un importo minimo di spesa per le transazioni e non esclude dal conteggio quelle troppo ravvicinate.

Il ministero dell’Economia ha annunciato una stretta, anche in seguito agli appelli e alle denunce delle associazioni di categoria. "Devono intervenire al più presto per modificare i parametri – spiega Paolo Uniti, segretario nazionale della Figisc-Confcommercio – perché in questo modo noi benzinai diventiamo complici incolpevoli di persone che barano, saltano la fila e incassano quelli che di fatto sono soldi pubblici con azioni che formalmente sono legittime. Per noi il danno, al netto della commissione, è legato al costo della carta per gli scontrini e al rischio che le apparecchiature possano andare in tilt". Solo in Lombardia la Figisc ha raccolto una settantina di segnalazioni da parte di benzinai che hanno registrato flussi anomali da quando è partito il cashback. Ma i casi sarebbero molti di più, localizzati soprattutto nelle stazioni di servizio fuori dai centri urbani, dove è possibile effettuare più pagamenti senza creare la coda. I casi più numerosi nelle province di Mantova e Cremona, nella Bergamasca. Racconti che rimbalzano sulle chat dei benzinai. E a volte i “furbi“ agiscono anche in coppia. Prima la moglie. Poi, con un’altra auto e un’altra carta, il marito.