
La nazionale di calcio della Libia. Lo scudetto si assegnerà in Italia: si giocherà anche all’Arena Garibaldi
Milano, 11 luglio 2025 – Milano potrebbe ospitare quest'anno la fase finale del campionato libico di calcio. La finestra ipotizzata va dal 18 luglio al 3 agosto. "Possiamo confermare che siamo in contatto con gli organizzatori per ospitare le Finals Six del campionato di calcio libico all'Arena Civica", spiegano dall'assessorato allo Sport meneghino, tuttavia "al momento non abbiamo ancora ricevuto una conferma ufficiale", anche se "i contatti sono attivi", dopo le prime indiscrezioni del quotidiano Libya Observer e di altri media. Ma il rischio per Haftar è che a vincere siano le rivali di Bengasi: l'Al Ahly e Al Hilal.

Girone a sei squadre in 5 giornate
Il format resta quello già visto nel 2024, sempre in Italia tra Avellino, Teramo e L'Aquila: un girone con sei squadre e cinque giornate da disputare. L'iniziativa è stata approvata da poco dalla Caf (Confederazione africana di calcio) su richiesta della Federcalcio libica, che ha scelto nuovamente l'Italia dopo l'esperienza dello scorso anno. Attesa anche per la sede della finalissima: qualcuno sembra puntare addirittura su San Siro, ma a quanto pare non sarebbero escluse alternative in Lombardia come Como o Bergamo.
Esclusa la squadra di Haftar, vincitrice nel 2024
Intanto a far sempre più parlare di sé in ambito calcistico in Libia, è il generale Saddam Haftar, 34 anni, capo di Stato maggiore dell'Esercito nazionale libico nonché più giovane dei sette figli del generale Khalifa (81). Le notizie non riguardano infatti solo le accuse di violazioni dei diritti umani e di contrabbando di armi, formulate in più occasioni, ma i risultati calcistici. La squadra Al Nasr di Bengasi, del quale il capo di Stato maggiore è presidente, è stata esclusa per un soffio dai playoff per lo scudetto libico che aveva vinto l'anno scorso, peraltro in Italia, nel girone finale disputato ad Avellino, Teramo e L'Aquila. La squadra di Haftar, Al Nasr di Bengasi, comunque quest’anno non ci sarà. Il capo di stato maggiore della Cirenaica si consolerà col potere. Dopo aver accompagnato il padre sulla piazza Rossa per la parata del Giorno della vittoria, ospite di Vladimir Putin, è volato in Turchia e poi ancora in Niger e in altri Paesi sahariani incontrando alti ufficiali e capi di Stato. In primo piano i temi della sicurezza, prima e dopo gli ennesimi scontri tra milizie a Tripoli, capitale rivale degli Haftar in un Libia ancora divisa, alle prese in questi giorni con nuovi scontri, sempre in attesa di ipotetiche elezioni, con pendente pure l'ipotesi Seif al-Islam Gheddafi, secondogenito del colonnello Muammar.