Amelie, stroncata a 11 anni dal tumore. Nei ricordi degli amici di scuola: “Sarai sempre parte di noi”

Bollate, disegni e racconti in mostra: è il progetto “Ritrovarsi” dedicato alla bambina "perfetta". Da settembre i compagni condividono riflessioni e sentimenti. "Un esempio di forza"

Amelie felice, in una foto al mare, con i genitori Gianni e Katharina

Amelie felice, in una foto al mare, con i genitori Gianni e Katharina

Bollate (Milano), 1 marzo 2024  Lacrime , sorrisi e abbracci, un condensato di emozioni nel ricordo di una ragazzina speciale: la piccola grande Amelie, morta a 11 anni nel maggio scorso dopo una lunga ed eroica lotta contro un tumore al cervello che l’aveva resa cieca all’età di 5 anni.

A nove mesi da quello straziante addio, le persone che le volevano bene le hanno reso omaggio con una mostra “sui generis“: nella biblioteca di Bollate fino a martedì 5 marzo sono esposti disegni e testi a lei dedicati da 29 giovanissimi amici, che fanno anche da “anfitrioni“.

Da settembre a oggi, infatti, i compagni di classe delle elementari e quelli di prima media si sono ritrovati ogni venerdì, hanno mangiato insieme e dedicato un paio d’ore a esprimere quelle emozioni rimaste intrappolate dentro, a riflettere sulla fugacità della vita ma anche sulla sua grande e struggente bellezza, sull’esempio di coraggio e forza d’animo che Amelie ha lasciato come preziosa eredità a ciascuno di loro.

I compagni di scuola di Amelie
I compagni di scuola di Amelie

Un’esperienza importante, che nel tempo ha creato o cementato amicizie e permesso a questi adolescenti di “ritrovarsi“ (come dice il titolo della mostra), esplorando e condividendo riflessioni e sentimenti, senza timore di essere valutati o giudicati, scoprendo la gioia dell’autenticità che sa creare i legami più profondi e duraturi. Il progetto “Ritrovarsi” è nato all’insegna della libertà, quella che la piccola Amelie ha scelto e rivendicato fino all’ultimo, sempre sostenuta dai genitori Gianni e Katharina, che ricordano con la voce rotta dall’emozione: "Benché cieca, nostra figlia non ha mai rinunciato alle sue passioni e fino a quando il tumore non le ha impedito di camminare ha continuato a danzare, pattinare, suonare il piano e andare a cavallo. Proprio con l’associazione “L’isola che c’è”, che gestisce il maneggio dove Amelie faceva ippoterapia, stiamo realizzando una stanza per la pet therapy con i cani, dedicata ai bambini, agli anziani e a tutte le persone con bisogni speciali".

Proprio il sorriso e la gioia di vivere di Amelie ricorrono nelle parole e nei racconti "di chi come noi – aggiunge Gianni – ha avuto la grande fortuna di conoscerla". "Anche se non poteva vedere – ricordano le compagne di prima media Nora e Beatrice – dimostrava una forza incredibile, sorrideva sempre e non si lamentava mai. Eravamo noi a essere tristi per lei". "Era una ragazza fantastica, divertente e speciale – scrive Asia F. –. Appena l’ho vista ho detto: devo fare amicizia con lei, ho la sensazione che sia la persona giusta. E, a dire la verità, avevo ragione: era la persona giusta! Ma sapete una cosa? Amelie era ed è ancora perfetta. Lei lo sa che fa parte di me ormai e, senza di lei, sinceramente non so cosa fare. Adesso lei è libera come una farfalla che vola tranquilla senza avere paura di niente ed è pronta ad affrontare tutte le cose possibili e impossibili proprio come ha fatto con la sua malattia. Amelie mi dà forza, è la persona più forte e coraggiosa che abbia mai incontrato".

"Per questo disegno ho ragionato su ogni dettaglio – spiega Asia B. – perché sentivo di dover fare una cosa perfetta per onorarla. Penso infatti che fosse perfetta anche Amelie in tutte le sue caratteristiche. Sin da piccola mi esprimevo scrivendo ma non amavo dire a voce alta i miei sentimenti, infatti non ho mai detto apertamente “mi manca Amelie”, ma l’ho pensato tante, tantissime volte".

Ma le parole più commoventi sono forse quelle di Abdul: "C’erano una volta due bambini: un lui alto, con i capelli neri e gli occhi scuri, e una lei con gli occhi azzurri e i capelli biondi. Non c’erano altre grandi differenze. Lei era in qualche modo speciale agli occhi di tutti: simpatica, gentile, energica, vivace, coraggiosa. (...) Lui in qualche modo ammirava la sua energia e la sua voglia di fare cose nuove: un’abilità insolita e quasi magica ai suoi occhi. Gli piaceva passare il tempo con lei. Passarono gli anni e i due si ritrovarono in prima media".

"Un giorno , entrando in classe - prosegue il racconto - non del tutto risvegliato dal sonno, vide un’amica che piangeva, preoccupato andò a controllare e... quando è il tuo turno il destino ti strappa da chi ami di più, ed era toccato a lei. Lacrime e lacrime che scendevano senza fermarsi. Lui si sentiva come se fosse stato impattato da un’aumobile che andava a 300 Km all’ora. Qualcosa batteva dentro di lui ma ora non batte più: c’è un vuoto scavato dalla mancanza della persona più coraggiosa che conosceva. E lui finalmente ha trovato la risposta a molte delle sue domande: dietro a quel sorriso c’era una ragazza che combatteva ogni giorno per la sua vita. Da quel giorno tutto è un po’ diverso, qualcosa manca a lui, al suo cuore. È lei, gli manca Amelie".

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