Assalto all’istituto Puecher di Rho, l’ipotesi: vendetta per il divieto di fumo. “I grandi ne parlavano sul bus alla mattina”

Il blitz degli incappucciati era pianificato. Le famiglie chiedono punizioni esemplari: “Hanno distrutto la scuola e seminato il panico, non possono restare impuntiti”

Il preside Emanuele Contu e i danni dei vandali all'istituto Puecher di Rho
Il preside Emanuele Contu e i danni dei vandali all'istituto Puecher di Rho

Rho (Milano), 30 ottobre 2023 – La circolare “divieto di fumo e relative sanzioni” è datata 23 ottobre (lunedì scorso). Il blitz nella scuola superiore è scattato il 27 ottobre (venerdì). Sono molti i genitori a credere che quanto è accaduto potrebbe essere collegato al giro di vite del preside Emanuele Contu sull’uso delle sigarette elettroniche a scuola e prima ancora alla circolazione di sostanze stupefacenti intorno alla scuola.

Basta affari

Il sospetto era venuto anche al preside che ci aveva detto, “è possibile che qualcuno abbia capito che il Puecher non è più un posto nel quale fare affari e questo sia stato un modo per mandare un segnale. Su questo, come su tutto il resto, non faremo un passo indietro”.

Punizioni severe

Fumo o non fumo, poco importa. I genitori ora chiedono provvedimenti severi nei confronti dei responsabili se studenti del Puecher. "Quello che è successo venerdì mattina è orribile, credo che i responsabili vadano allontanati dalla scuola – dichiara Monica Fais, una delle mamme che sta costituendo il Comitato genitori – Va bene garantire il diritto allo studio, ma questi ragazzi hanno distrutto una scuola che è di tutti, hanno seminato panico e paura tra i nostri figli, non possono restare impuniti. Un fatto grave come questo non può non avere conseguenze su chi lo ha commesso, anche se fosse la ribellione di qualcuno alle circolari sul divieto di fumo. Noi come neonato Comitato avevamo in programma il primo incontro con il preside lunedì pomeriggio (oggi, ndr), era stato fissato già da tempo, credo che ovviamente ne parleremo insieme, ma saranno le indagini a dirci se sono studenti, ex studenti o ragazzi estranei alla nostra scuola e la dirigenza a decidere cosa fare".

Qualcuno sapeva

Ritorsione o non ritorsione, nelle chat dei genitori girano anche messaggi sul fatto che qualcuno all’interno della scuola sapesse di quell’assalto. “Mio figlio mi ha raccontato che già dal mattino qualcuno tra gli studenti più grandi ne parlava sul pullman, ma pensava si trattasse di uno scherzo”, spiega una mamma.

Controllate le chat

Premeditato di sicuro perché un blitz di quel genere non si improvvisa. Il fatto che qualcuno degli studenti più grandi, forse quelli della classi quarte e quinte, fossero informati dell’assalto, per il momento non trova conferme. E qualcuno scrive, "basterebbe controllare nelle chat dei ragazzi per vedere se ci sono messaggi che parlano di questa irruzione, probabilmente i carabinieri lo stanno già facendo".

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