Silvio Berlusconi, il ricordo di Giorgio Gori: “Mi ha fatto molto arrabbiare sia in Fininvest che dopo”

Il sindaco di Bergamo ricorda gli anni insieme nel suo libro. “Ha buttato via l’idea di una rivoluzione liberale ma trovo che sia umanamente un gigante”

Un giovanissimo Giorgio Gori con Silvio Berlusconi ai tempi della Fininvest

Un giovanissimo Giorgio Gori con Silvio Berlusconi ai tempi della Fininvest

Milano, 12 giugno 2023 – Ecco il ricordo di Silvio Berlusconi di Giorgio Gori, tratto da “Riscatto. Bergamo e l'Italia. Appunti per un futuro possibile”, il libro che lo stesso sindaco di Bergamo ha datpo alle stampe nel 2020.

“Se dovessi raccontare ai miei figli chi è stato per me Berlusconi, comincerei dal quadro che abbiamo in corridoio, a casa. Una grande tela che raffigura il mar Ligure, tutto azzurro con una piccolissima vela bianca, opera del pittore Daniele Fissore. Me la regalò Berlusconi qualche anno dopo l’inizio della mia collaborazione con Fininvest. Ne possedeva uno simile ma decisamente più piccolo in via Rovani a Milano, dove aveva in quegli anni il suo quartier generale. Era lì che ci incontravamo per discutere di palinsesti e di programmi, e ogni volta mi incantavo a fissare quel quadro. Finché un giorno si presentarono a casa due fattorini con questo pacco lungo tre metri: aveva deciso di farmi un regalo. Berlusconi mi ha fatto molto arrabbiare, sia quando lavoravo per lui sia dopo.

Quando stavo a Mediaset mi innervosivano i suoi gusti, la sua abitudine a copiare – spesso male – i programmi altrui, la sua indecisione. Mi rendo conto che può sembrare strano associare Berlusconi all’indecisione, ma ti assicuro che è così: ascoltava tutti e dava retta all’ultimo che gli parlava, con il risultato che ogni volta che c’era una decisione da prendere tra i suoi collaboratori si scatenava la gara a parlargli per ultimo. (…) [Mi sono arrabbiato anche quando ha deciso di “scendere in campo”], perché ero convinto che avrebbe distrutto tutto quello che avevamo costruito e, per giunta, collocandosi dalla parte sbagliata.

E mi sono arrabbiato per come ha fatto il presidente del Consiglio, per come ha buttato via l’idea della “rivoluzione liberale” per fare della gran demagogia e per curare in primo luogo i suoi interessi, per come ha portato il Paese vicino al dissesto e poi ancora per come ha fatto spreco del suo talento e del suo prestigio per correr dietro a tutte quelle ragazze

Mi ha fatto arrabbiare un sacco di volte. E però trovo che sia umanamente un gigante: un uomo di un’energia, di una determinazione, di una simpatia, di una generosità uniche. Cos’abbia rappresentato per me l’ho detto: è la persona che a ventinove anni mi ha messo in mano le chiavi del palinsesto dei tre principali canali commerciali del Paese e che per dieci anni mi ha consentito di dirigere le sue reti, con profondo rispetto per il mio lavoro”.