Finisce in terapia intensiva per un pezzo di matita nel polmone: bimbo di 8 anni operato e salvato a Milano

Il piccolo aveva sviluppato all’improvviso tosse e infezioni respiratorie, tanto da aver bisogno dell’ossigeno. Poi il ricovero al Policlinico e la scoperta

Il piccolo è stato operato grazie alla cooperazione tra tre équipe (foto di archivio)

(DIRE) Roma, 8 set. - È stato effettuato alla fine del mese di agosto il primo trapianto di fegato da donatore cadavere senza l'utilizzo di trasfusioni al Policlinico Tor Vergata di Roma. Il paziente ha avuto un ottimo decorso post-operatorio con una normale ripresa della funzionalità dell'organo trapiantato. "Voglio ringraziare tutta l'equipe della UOC di Chirurgia Epatobiliare e Trapianti da me diretta composta da chirurghi ed infermieri, gli epatologi ed anestesisti per la stretta collaborazione, insieme al coordinamento infermieristico dei Trapianti, agli infermieri di sala operatoria che hanno reso possibile sia la complessa programmazione dell'intervento, che la sua successiva esecuzione senza la possibilità di trasfusione di emocomponenti ed emoderivati come espressamente richiesto dal paziente", dichiara il Prof Giuseppe Tisone, Direttore della UOC di Chirurgia epatobiliare e Trapianti del Policlinico Tor Vergata. Precisa: "Questo è stato possibile grazie ad una maturata esperienza nell'ambito dei Trapianti di Fegato e ad un accurato sistema di gestione multidisciplinare, a partire dal periodo preoperatorio, che è stata garantita ottimizzando la preparazione del ricevente affetto da malattia epatica avanzata. Componente essenziale è stata inoltre l'efficace gestione durante l'intervento chirurgico che ha visto protagonisti l'equipe chirurgica composta dai chirurghi Prof. T.M. Manzia e Dr.ssa L. Tariciotti, i quali, grazie alla maturata esperienza, hanno utilizzato strategie chirurgiche che hanno ridotto al minimo le perdite ematiche intraoperatorie ed il team di anestesisti che ha consentito un'ottimale gestione della terapia intra e post operatoria. La collaborazione di queste diverse eccellenze del Policlinico Tor Vergata ha consentito di programmare un trapianto di fegato senza l'utilizzo di trasfusioni in un soggetto affetto da malattia epatica terminale. Questo fornisce rinnovate opportunità in coloro che. affetti da una malattia epatica avanzata, ricevono un trapianto che consente di ripristinare la loro qualità di vita. Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale del Policlinico Tor Vergata dichiara: "Sono molto felice che il decorso post-trapianto sia andato bene. Al Policlinico Tor Vergata è stata maturata un'ampia esperienza nell'ambito dei trapianti di fegato che ha consentito di eseguire questa procedura anche in assenza di trasfusioni di sangue che usualmente servono a supportare il paziente in un intervento chirurgico così complesso. Ringrazio tutti i nostri professionisti per questo risultato eccellente ed i donatori e le loro famiglie che, con il loro gesto di amore, permettono di salvare e migliorare la vita dei pazienti in attesa di trapianto". (Com/Red/Dire) 11:27 08-09-2

Milano – Andrea, 8 anni, per un mese ha vissuto con un pezzo di matita nel polmone. Un corpo estraneo inalato per sbaglio, di cui nessuno si era accorto. Finché il piccolo non ha iniziato a stare troppo male. Quella che viene dal Policlinico di Milano fortunatamente è una storia a lieto fine, ma non scontata. Inizia con un bambino che all’improvviso sviluppa una forte tosse. Poi nelle settimane successive Andrea va incontro a infezioni respiratorie ricorrenti e alla necessità di supporto con l’ossigeno. Il piccolo finisce in ospedale: prima ricoverato in Pediatria, poi in Terapia Intensiva Pediatrica al Policlinico di Milano.

La matita nel polmone

Finalmente esami più approfonditi scoprono la causa dell’improvviso e grave peggioramento del bambino: Andrea, un mese prima, aveva inalato accidentalmente un pezzetto di matita che aveva occluso completamente il bronco principale destro dei polmoni. A quel punto si è reso necessario un delicato intervento per rimuovere il corpo estraneo, grazie al quale il bambino è guarito completamente.

Non un caso isolato

Il caso di Andrea – fanno sapere dal Policlinico –  non è purtroppo isolato. Ogni anno all’Irccs di via Sforza si verificano almeno 12 situazioni analoghe, “ed è indispensabile agire il prima possibile perché nei casi più gravi le conseguenze possono essere addirittura letali”. Le situazioni più frequenti riguardano i bambini di pochi mesi o pochi anni, e sono causate dall'inalazione di piccoli oggetti come monete, calamite, piccole parti di giocattoli, cibo masticato male, tappi di penne o batterie a bottone. Queste ultime in particolare sono tra le più pericolose, perché rilasciano sostanze corrosive che danneggiano irrimediabilmente organi e tessuti.

La responsabile della Terapia intensiva pediatrica

"I corpi estranei inalati nelle vie aeree sono una causa importante di mortalità e morbilità pediatrica - racconta Giovanna Chidini, responsabile della Terapia Intensiva Pediatrica del Policlinico di Milano -. Nel caso di Andrea l'oggetto inalato aveva causato una completa chiusura del lobo polmonare, costringendo il bimbo a un ricovero per insufficienza respiratoria. Una volta scoperto il corpo estraneo è stato pianificato l'intervento in endoscopia per la sua rimozione in urgenza: dopo la procedura Andrea è completamente guarito, e non ha più avuto bisogno del supporto con l'ossigeno”.

La procedura

La procedura ha coinvolto tre équipe del Policlinico: la Chirurgia Toracica guidata da Mario Nosotti, la Chirurgia Pediatrica guidata da Ernesto Leva e la Terapia Intensiva Pediatrica (TIP), "in cui è stato anche fornito il trattamento postoperatorio di supporto ventilatorio non invasivo e un programma fisioterapico mirato". Una delle particolarità della TIP del Policlinico è che è aperta, ovvero i bimbi possono avere costantemente al loro fianco i loro genitori, per alleviare il più possibile la degenza in ospedale.

Questa storia a lieto fine, commenta Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano, "è stata possibile proprio perché in Policlinico sono presenti tutte le competenze chirurgiche specialistiche per trattare 24 ore su 24 questo tipo di pazienti e per supportarli in tutte le loro necessità. Mettere a disposizione tutte le figure necessarie per trattare casi così complessi è possibile solo grazie ad una collaborazione pluriennale tra gli specialisti del bambino e dell'adulto, sia per le specialità chirurgiche che della rianimazione pediatrica. La nostra è una realtà unica nel suo genere, sia a Milano sia a livello regionale".

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