Auto finita nel lago: i due uomini, salvati dal vigile eroe, sono ancora gravi

La sindaca di Colico ha telefonato al pompiere per ringraziare lui e la compagna. La Procura di Lecco ha aperto un’inchiesta, mezzo recuperato e sequestrato

Il recupero dell'auto precipitata nel lago di Como

Il recupero dell'auto precipitata nel lago di Como

Milano, 4 gennaio 2024 –  Enrico e Carlo sono miracolosamente vivi. Le loro condizioni restano gravi e rimangono ricoverati sotto stretta osservazione in prognosi estremamente riservata. Contro ogni pronostico, continuano però a rimanere tenacemente aggrappati alla vita con tutte le loro forze i due superstiti che martedì pomeriggio sono precipitati con l’auto dentro la quale si trovavano nel lago di Como a Piona, in Alto Lario, a Colico.

Enrico Taffa, milanese di 60 anni, si trova al Circolo di Varese, dove è stato trasferito in eliambulanza. Non sa ancora di essere rimasto vedovo e che Manuela Spargi, la moglie che aveva 56 anni, non c’è più. Non gli è stato detto, né è stato possibile comunicarglielo poiché tenuto sedato dopo essere stato rianimato e ripreso in extremis dall’arresto cardiaco che stava uccidendo anche lui.

Carlo Chies, il parente di 79 anni di Bernareggio, è invece ricoverato all’ospedale di Gravedona, in provincia di Como. Sebbene sia il più anziano, era cosciente quando è stato estratto dalla Nissan Qashqai precipitata giù per il pendio del promontorio dell’Olgiasca per quaranta metri e schiantatosi sottosopra sugli scogli del fondale del lago, dopo che Manuela, che era alla guida, ha ingranato la prima al posto della retromarcia.

Enrico e Carlo sono ancora vivi grazie a Ivano Ghidoni, il vigile del fuoco eroe di 45 anni di Milano: sebbene fuori servizio si è buttato nell’acqua gelida e li ha trascinati fuori dall’abitacolo della macchina in cui erano rimasti intrappolati. Oltre che a Ivano, i due sopravvissuti devono la vita pure a Debora Palmisano, la compagna dell’uomo, anestesista e rianimatrice, e a un pescatore, che li ha traghettati fino a riva dai soccorritori facendo la spola con la sua barca.

Ho telefonato al vigile del fuoco e alla sua compagna per ringraziarli del loro coraggio e della loro professionalità – riferisce Monica Gilardi, sindaca di Colico -. Nella sfortuna della disgrazia incredibile che è successa, la loro presenza è stata provvidenziale". Su quanto accaduto è stata intanto avviata un’inchiesta dalla Procura di Lecco. L’auto è stata posta sotto sequestro. Il parcheggio, privo di parapetti, da cui è precipitata la Qashqai con a bordo il terzetto composto da Manuela, Enrico e Carlo, appartiene ai monaci cistercensi di Casamari dell’Abbazia di Piona.

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