"Atti gravissimi. La presidente deve dimettersi"

Il gruppo di maggioranza ViviAmo Cassina e Sant'Agata ha espresso sfiducia nei confronti della presidente del consiglio comunale Eliana Capizzi, chiedendo le sue dimissioni. Capizzi ha risposto chiedendo scuse e criticando la mancanza di rispetto. La disputa riguarda il consiglio comunale del 23 gennaio e la presunta violazione del regolamento da parte di Capizzi.

"In consiglio azioni gravissime e scriteriate, la presidente tragga le conclusioni e si dimetta", in aula e su comunicato la sfiducia del gruppo di maggioranza ViviAmo Cassina e Sant’Agata nei confronti della presidente del consiglio comunale Eliana Capizzi. Al comunicato della sua ex maggioranza la replica di Capizzi: "Mi aspettavo scuse, invece le offese continuano". Al centro del nuovo botta e risposta, ancora una volta, i fatti del burrascoso consiglio comunale del 23 gennaio. Rispetto ai quali, nei giorni scorsi, aveva chiesto chiarimenti e documentazione anche la prefettura. È stata la capogruppo di maggioranza Francesca Mazzoni a leggere in aula, l’altra sera, la dichiarazione che si conclude con la richiesta di dimissioni.

"Quello che è accaduto prima e durante il consiglio del 23 è un fatto molto grave, che non possiamo certamente ignorare. La presidente di questo consiglio comunale ha cercato di porre in atto una propria personale decisione, fondata su presupposti errati e non verificati, ma, soprattutto, andando in contrasto col nostro regolamento, e il cui esito è stato quello di impedire (invece che agevolarlo) un confronto democratico su un tema importante quale l’approvazione del Pgt. Gravi errori, che denotano la poca conoscenza del nostro regolamento e il non rispetto dell’incarico affidatole". Poi la sintesi, a partire dall’ormai famosa riunione dei capigruppo del 22 alla revoca del punto sul Pgt il 23 mattina, con elenco dei punti del regolamento, secondo la maggioranza violati e delle presunte male interpretazioni della norma.

Pepata la replica, intitolata, in modo provocatorio, “giuristi per caso”. "Nell’ultimo consiglio – così Capizzi – la capogruppo di maggioranza, improvvisatasi giurista, ha a nome del suo gruppo cercato di minare la reputazione della sottoscritta. Un maldestro tentativo andato male". Alla replica tecnica segue quella politica: "Sarebbero state più opportune pubbliche scuse a nome del gruppo. Non solo a me, ma a tutti i cittadini che erano in sala il 23. Invece le offese continuano".

M.A.

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