Milano, a CityLife rinasce l’edicola: “Io, cresciuto leggendo fumetti realizzo il mio sogno a 49 anni”

Fabrizio Pastori ha riaperto il chiosco di piazza 6 Febbraio rimasto chiuso per oltre un anno. Non solo giornali, "qui la gente potrà stampare fogli e ritirare pacchi. Mancano servizi così".

Fabrizio Pastori
Fabrizio Pastori

"Io sono cresciuto in questo quartiere. Mi metteva tristezza vedere l’edicola chiusa: è stata il regno della mia infanzia, qui compravo i fumetti e gli albi illustrati; poi, da ragazzo, i giornali sportivi. Non volevo vederla abbandonata. “Sai che c’è?“, mi sono detto. La gestirò io". E così ha fatto. Fabrizio Pastori, 49 anni compiuti ieri, è il nuovo edicolante di piazza 6 Febbraio, accanto ai grattacieli di CityLife, dirimpettaio del Palazzo delle Scintille. Ha risollevato martedì la serranda del chiosco chiuso da un anno e mezzo, nello spiazzo che è luogo di fermata per i tram della linea 19.

"C’è ancora moltissimo da fare ma per me questo è il primo importante traguardo: guardavo con ammirazione il signor “Gianni“, Giovanni Graziotti, lo storico edicolante. Diventare come lui era il mio sogno di bambino". La vita gli ha fatto intraprendere una strada diversa, "ho studiato per diventare un geometra e lo sono stato per anni. Poi ho lavorato come agente di commercio nel campo della telefonia, finché qualche anno fa sono rimasto senza lavoro. Ho mandato il curriculum ovunque, anche chiedendo di lavorare nei nuovi centri commerciali, dove vedevo bandi per posizioni aperte. Ma niente da fare: è difficile reinserirsi nel mercato del lavoro alla mia età". E vedendo il chiosco chiuso ha desiderato più di ogni altra cosa raccogliere il testimone del signor Gianni.

«L’edicola – spiega – è entrata nella rete del progetto “Quotidiana“ che ha ridato vita a tanti chioschi vendendo non solo giornali e riviste ma anche alimentari di largo consumo e offrendo servizi alla persona e di vicinato. Io ho iniziato lavorando tre mesi, qui, lo scorso anno, tra la primavera e l’estate". Poi il chiosco è rimasto chiuso 8 mesi. E ha riaperto nei giorni scorsi: "Quotidiana" ha cambiato nel frattempo modello di business avvalendosi di gestori nei quartieri. Così Pastori ha preso le redini della struttura in piazza 6 febbraio, si è dato da fare per ripulirla, «dato che era impolverata dopo un anno e mezzo di inutilizzo» e ha rimesso in moto la macchina.

"Sono aperto tutte le mattine dalle 6 alle 13 e poi nel primo pomeriggio. L’orario è ancora in via di definizione, in base alle abitudini della clientela". Ma intanto "molti sono venuti a trovarmi, felici che l’edicola abbia riaperto: in questa parte di città, al confine con i grattacieli, ci sono molte persone anziane alle quali mancava un servizio sotto casa. Tanti ora vengono qui a comprare il giornale e a congratularsi per la mia scelta. Non è facile ma ce la metterò tutta". Pastori ha intenzione di affiancare alla vendita di giornali e gadget anche altri servizi: "Ci sarà la possibilità di fotocopiare e stampare documenti. Venderò articoli di cancelleria (ce n’è bisogno, perché ha chiuso la cartoleria), accessori di elettronica, oltre a caramelle, snack e bibite". Non solo: "Sarò punto di ritiro per i pacchi degli acquisti on line, come una piccola portineria di quartiere".

Il suo più grande sostenitore è il papà, ultraottantenne. "Abitiamo insieme, proprio a due passi dall’edicola. Sono contento di lavorare vicino casa". Ma a incoraggiarlo è arrivata anche la presidente del Municipio 8 Giulia Pelucchi: "Un luogo che per più di 50 anni è stato un punto di riferimento per il quartiere – scrive su Facebook – torna a riprendere vita. Buon lavoro Fabrizio e, mi raccomando, sosteniamo queste attività di quartiere quando ci sono per non rimpiangerle quando chiudono".

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