Milano, alla ricerca del “Planetario Perduto”: così il gioco di ruolo entra al museo con l’AI

Museo Scienza e Tecnologia, da sabato 23 marzo e fino a domenica 30 giugno ci si potrà prenotare su Fever. L’intrattenimento ha la durata di 120 minuti, possono partecipare squadre da 2 a 4 giocatori

Un viaggio virtuale e non tra passato e futuro al museo della scienza e tecnologia

Un viaggio virtuale e non tra passato e futuro al museo della scienza e tecnologia

Un’antica profezia minaccia l’umanità e l’unico modo per salvarsi è andare sulla Luna. Solo la mappa del Planetario Perduto può indicare la giusta rotta, ma per trovarla bisogna affrontare otto missioni e risolvere gli enigmi dell’intelligenza artificiale Meta Dendral. "Planetario Perduto" è il primo escape game lanciato dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, che sarà disponibile nel weekend a partire da sabato 23 marzo fino a domenica 30 giugno ed è già pre-acquistabile in esclusiva sulla piattaforma d’intrattenimento Fever. Questo gioco non è una escape room, perché gli indizi per completare le missioni sono sparsi negli oltre 50.000 mq di spazi espositivi. "L’intero museo si trasforma in un enorme playground in cui gli oggetti osservati attraverso le lenti della narrazione, assumono un significato nuovo e sorprendente. Il nostro obiettivo è quello di far vivere questi spazi in maniera differente", dice Luca Roncella, Game Designer del Museo.

Come funziona

“Planetario Perduto” ha una durata massima di 120 minuti e possono partecipare squadre da due a quattro giocatori dai 16 anni in su. Il gioco inizia con la consegna di un kit contente oggetti e congegni utili a risolvere le otto missioni, ma prima di tutto i partecipanti dovranno trovare l’URL dell’intelligenza artificiale Meta Dendral per poi accedervi tramite il proprio smartphone. Questa tecnologia funziona con un meccanismo inverso rispetto a quello che conosciamo, perché non dà risposte ma pone domande alle quali i giocatori dovranno rispondere correttamente per guadagnare punti. Il punteggio può però diminuire ad ogni risposta sbagliata o richiesta di suggerimento. Meta Dendral condurrà le squadre negli spazi del museo, ripercorrendo le storie di navi, sottomarini, aerei, computer e macchine leonardesche attraverso le Gallerie Leonardo, la sezione Spazio, le reti e le infrastrutture di Mosaico Tecnologico, il sottomarino Enrico Toti e il Padiglione Aeronavale.

"Giocando e interagendo con gli oggetti storici emergeranno dettagli e storie che ne riveleranno aspetti poco o per niente conosciuti, in un rimando continuo di connessioni remote tra eventi, personaggi, tecnologie rivelando nuove possibili narrazioni" spiega il Game Designer. Infatti, la storia che introduce i partecipanti all’escape game e collega le varie missioni tra di loro si basa su fatti e personaggi realmente esisti a cui sono stati attribuiti elementi di fantasia.

Il Barone Wernher Magnus Maximilian Von Braun – nel gioco l’ultimo custode del Planetario Perduto – è stato un ingegnere tedesco, che ha lavorato nello sviluppo della missilistica nella Germania nazista prima e negli Stati Uniti poi, dove è ritenuto il capostipite del programma spaziale statunitense. Questo escape game diventa "un modo nuovo e alternativo di vedere e vivere il museo che susciterà nei più curiosi il desiderio di saperne di più", afferma Luca Roncella.

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