GABRIELE MORONI
Cronaca

Yana, orrore senza fine: era ancora viva quando è stata rinchiusa nel trolley

La ragazza è morta soffocata dopo essere stata colpita con una spranga. Stratan ha cercato di sigillare il cadavere in valigia prima di abbandonarlo

Dove è stato trovato il corpo di Yana

Dove è stato trovato il corpo di Yana

Castiglione delle Stiviere (Mantova) , 7 febbraio 2023 -  Yana Malaiko, dopo essere stata colpita, percossa, stordita, era ancora viva ed è morta soffocata nel trolley o valigia dove era stata chiusa. Un sospetto terribile, una ipotesi agghiacciante, entrambi legati sia agli esiti dell'autopsia, terminata ieri mattina all'ospedale di Mantova, sia a deduzioni logiche. Se questo si rivelasse fondata, Dumitru Stratan, moldavo 33enne, in cella per l'omicidio della fidanzata e l'occultamento del suo cadavere, non avrebbe soltanto premeditato e organizzato il suo delitto. Dopo averlo compiuto, avrebbe agito con cura meticolosa per nascondere e trasportare il corpo di  Yana, per poi farlo sparire. La prima tomba della giovane ucraina. Chi l'ha uccisa tenta in ogni modo di costringere al suo interno il cadavere, collocato quasi in posizione fetale: vari, inutili, tentativi, che lasciano su Yana i segni di un trolley o di una grossa valigia, con una forma rettangolare e gli spigoli rigidi. L'operazione, nonostante gli sforzi compiuti e il tempo impiegato, non riesce. C'è sempre "qualcosa" del corpo che sfugge a quella costrizione, a quel tentativo di imprigionamento. Il trolley viene avvolto con carta trasparente e sigillato, per quanto è possibile, con del nastro adesivo. Viene quindi avvolto in un pile bianco e rosso. Il macabro rituale non è ancora terminato. L'ultimo sudario di Yana Malaiko è un lenzuolo azzurro, annodato in modo che il macabro fardello possa essere trascinato. E' l'involucro voluminoso, all'apparenza pesante, che Dumitru Stratan, dopo essersi affacciato, guardingo, estrae dall'ascensore, ripreso da una telecamera nell'androne del palazzo. Fra le 5.13 e le 5.14 l'uomo trascina l'involucro per le scale che portano al cortile interno, al parcheggio del condominio, al passo carraio. Il corpo di  Yana, inutilmente cercato per tredici giorni e alla fine ritrovato, ha "parlato".

Questa mattina i carabinieri del Ris di Parma saranno nell'appartamento al quanto piano del palazzone di dieci piani, il «grattacielo« in piazzale della Resistenza, a Castiglione delle Stiviere. Un'aggressione improvvisa, che avviene probabilmente dopo le quattro del mattino, quando viene disattivata la telecamera all'interno dell'appartamento di Cristina, la sorella di Dumitru, che ospita Yana da quando si è rotto il suo legame con il fratello.  Yana è rientrata verso le 1.30 dopo una serata trascorsa con Andrei, il giovane che frequenta da qualche settimana. Ha subito notato la telecamera, disattivata per la prima volta, e l'ha rimessa in funzione. Diffida dell'ex fidanzato ma nello stesso tempo si comporta come se non nutrisse alcun timore. E' in pigiama quando, repentinamente, scatta l'aggressione. La 23enne ucraina è colpita per quattro o cinque volte sulla parte destra del viso, fra lo zigomo e la mascella. Colpi violenti, sferrati con qualcosa di tondeggiante, forse una spranga, che lasciano un vasto ematoma sul volto della ragazza. Yana si difende. E' una ragazza sana, vigorosa, ha praticato karate e appreso qualche tecnica di difesa personale dal padre, ex militare. Dopo il primo colpo, cerca di parare il successivo, come testimonia una frattura sulla mano sinistra. Le labbra sono gonfie, come se parla il successivo, come se avesse ricevuto una sprangata anche lì, oppure un pugno. Lotta, ci sono segni sul corpo. Non è stato usato un coltello, un arma bianca: non era a schizzo nessuna delle macchie di sangue rimaste nell'alloggio, sul materasso, su un piumone, su lenzuola e indumenti, sulla maniglia della camera da letto, su due asciugamani trovati in un sacco dell'immondizia. Yana non è stata strangolata.

Rimangono le domande su dove Dumitri Sgtrafan abbia trovato o dove sia sia procurato l'oggetto usato per uccidere e il trolley. Tutto questo fa propendere per la tesi del soffocamento. Atto finale e letale. Yana soffocata con un cuscino oppure la sua fine è stata ancora più lenta e più terribile?