Un ospedale di tutti Riaperto al San Matteo l’ambulatorio stranieri

Pavia, attivo dal 2001 finché la pandemia ha fatto sospendere l’attività. Col contributo del volontariato assistenza garantita alle fasce più deboli.

Un ospedale di tutti  Riaperto al San Matteo  l’ambulatorio stranieri

Un ospedale di tutti Riaperto al San Matteo l’ambulatorio stranieri

Ridare assistenza alle fasce più deboli: è questo lo scopo dell’ambulatorio stranieri del San Matteo. Attivo dal 2001, l’ambulatorio che era stato chiuso agli inizi dell’emergenza sanitaria da Covid-19, sarà operativo tutti i mercoledì, dalle 16,30 alle 19 nella nuova sede al terzo piano del padiglione di piazzale Golgi per visitare tutte le persone temporaneamente presenti in Italia che non hanno ancora un contratto di lavoro. Non sarà ad accesso diretto ma su "prenotazione" tramite le associazioni di volontariato coinvolte: Croce Rossa di Pavia, Caritas, Piccolo Chiostro San Mauro, Comunità di Sant’Egidio e frati di Canepanova.

Inoltre, Fondazione SoleTerre si è resa disponibile, nella stessa giornata e orario, a garantire un presidio con lo psicologo. "Riusciamo a ripartire grazie alle associazioni di volontariato – ha detto il direttore generale del San Matteo Stefano Manfredi – e ai nostri medici, in particolare la dottoressa Barbara Guglielmana che con dedizione spirito si servizio e volontà, si prestano a questa attività che non prevede una retribuzione aggiuntiva". Una quindicina i medici, strutturati e specializzandi, e due infermieri si occuperanno a turno dell’assistenza dall’orario di lavoro.

"Il San Matteo – ha aggiunto il presidente Alessandro Venturi – è nato come ospedale capace di accogliere. Anche i più bisognosi troveranno sempre un posto al San Matteo. Inoltre, un grande ospedale come il nostro ha la missione della sanità pubblica e avere un controllo di quanto circola è importante anche per la politica sanitaria".

"Tramite le associazioni con le quali gli stranieri vengono a contatto, si prenotano le visite che poi si effettuano la settimana seguente negli ambulatori del San Matteo con un medico e un infermiere volontari – ha spiegato la dottoressa Guglielmana –. Se sono presenti i requisiti richiesti (tre mesi di permanenza sul territorio nazionale), gli uffici Policlinico preparano anche la tessera Stp (straniero temporaneamente presente)".

Il personale medico e infermieristico che, al di fuori dell’orario di servizio, volesse partecipare all’attività assistenziale ambulatoriale pomeridiana, può presentare la propria candidatura. Possono aderire anche dipendenti esterni al San Matteo che sono andati in pensione e che sono specialisti. La modulistica per la candidatura è disponibile sul sito del San Matteo.

Manuela Marziani