Pavia, crollo della Torre civica. “È una ferita non rimarginabile”

Centinaia di pavesi alla cerimonia di commemorazione della tragedia. Sotto le macerie quattro vittime, tra cui due ragazze di San Genesio

La cerimonia di commemorazione delle vittime del crollo della Torre civica

La cerimonia di commemorazione delle vittime del crollo della Torre civica

Pavia, 18 marzo 2024 – Il boato che aveva fatto temere lo scoppio di una bomba, la polvere e un viavai di sirene. Quel 17 marzo di 35 anni fa è scolpito nella memoria di tutti i pavesi perché pochi minuti prima delle 9 di quel venerdì la Torre civica è crollata.

"È una ferita non rimarginabile" ha detto il sindaco Fabrizio Fracassi durante la cerimonia di commemorazione che si è svolta davanti al memoriale. “Da alcuni anni, per le festività natalizie, queste pietre e questi mattoni ospitano un presepe illuminato - ha aggiunto il primo cittadino rivolgendo un abbraccio a tutti i cittadini colpiti nel cuore -. È il simbolo della speranza, del ricordo e dell’amore".

La cerimonia

Alla cerimonia hanno partecipato le autorità civili e militari di Pavia e diversi cittadini. Presenti anche il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio e il deputato Paola Maria Chiesa. Presente anche il parroco del Duomo, don Gian Pietro Maggi e il sindaco di San Genesio Enrico Tessera. "Il monumento, con la sua storia identitaria - ha detto il primo cittadino del paese confinante con Pavia dove vivevano due delle quattro vittime - rappresentava un simbolo per tutti noi. Era una delle numerosi torri che caratterizzavano la città. La sua caduta ha rappresentato uno dei momenti più bui della nostra gloriosa storia". Alta 89 metri, quando si sgretolò lasciò in piazza Duomo 8mila tonnellate di mattoni.

Le vittime

Sotto le macerie i sogni spezzati di Adriana Uggetti 18 anni e Barbara Cassani di 17, le due giovani ragazze di San Genesio che persero la vita insieme a Giulio Fontana, 76enne cliente del negozio di barbiere di via Omodeo e Pia Casella Comaschi, l’edicolante della piazza che aveva 52 anni. "Il 17 marzo 1989 - ha aggiunto Fracassi - la città ha vissuto una sciagura immane. I basamenti saranno per sempre il simulacro di una tragedia umana che ci troverà insieme, quale comunità, a celebrare il ricordo delle persone che hanno perso la vita". Ma il pensiero non può non andare a chi, nelle ore immediatamente successive, si è prodigato per estrarre le persone rimaste sotto le macerie che erano state ferite: "Intervennero prontamente - ha sottolineato il sindaco di Pavia - scongiurando ulteriori vittime". Per anni in città si è dibattuto sull’opportunità di ricostruire la torre tra favorevoli e contrari, ma mancano i fondi.