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4 mag 2022

Somaglia, sciopero alla Lidl: un altro dramma sfiorato

Si è rischiata una nuova tragedia come quella accaduta poco più di un anno fa quando un operaio venne travolto e ucciso da un Tir

I lavoratori ieri mattina durante il sit-in davanti ai cancelli dei magazzini di logistica della Lidl a Somaglia
I lavoratori ieri mattina durante il sit-in davanti ai cancelli dei magazzini di logistica

Dramma sfiorato ieri pomeriggio davanti alla Lidl di Somaglia dove il Sì Cobas stava protestando. Un bilico ha cercato di forzare il picchetto composto da cinque persone e si è rischiata una nuova tragedia come quella accaduta poco più di un anno fa a Biandrate, nel Novarese dove Adil Belakhdim, 37enne marocchino con cittadinanza italiana che è stato investito e ucciso da un camion entrato in azienda mentre era in corso una protesta.

E proprio con un pensiero al collega scomparso nel giugno 2021 alle 5 del mattino di ieri è scattato lo sciopero alla Lidl di Somaglia col blocco del magazzino. Un pensiero, ma nessuno aveva intenzione di ritrovarsi di nuovo di fronte a un picchetto forzato, mentre era in corso lo sciopero per tentare di risolvere i diversi problemi riscontrati nella logistica. "Chiediamo l’applicazione del contratto trasporti e logistica – hanno detto i sindacati del Sì Cobas Pavia – e non quello del commercio. Inoltre vorremmo che dipendenti avessero una pausa retribuita magari con un buono pasto, che la malattia venga pagata al 100%, che i dipendenti abbiano diritto alle ferie e che smettano di esserci discriminazioni e repressioni nel magazzino". Secondo i rappresentanti sindacali, alcuni lavoratori che si erano iscritti al Sì Cobas hanno dovuto abbandonare la tessera altrimenti sarebbero stati trasferiti.

«Vengono riconosciuti soltanto i sindacati confederali – hanno aggiunto gli esponenti del Sì Cobas – perché sono firmatari del contratto nazionale, ma questa è discriminazione". Tra le rivendicazioni l’orario di lavoro che i sindacati vorrebbero fosse di otto ore per cinque giorni settimanali. "Tutti i lavoratori assunti dalla Lidl hanno un contratto part-time – hanno proseguito i sindacalisti – però effettuano sempre più di otto ore e sono obbligati a fare straordinari. Se si rifiutano di farli, vengono sanzionati. Chiediamo che abbiano tutti un contratto da 8 ore anche perché sono impegnate pure un’agenzia interinale e una cooperativa, non capiamo per quale ragione chi è assunto direttamente dalla Lidl debba avere un contratto part-time". "Sciopero oggi e sciopero anche domani – hanno gridato i lavoratori –. Il posto di lavoro non si tocca, noi combatteremo con la lotta". Tra striscioni, bandiere e musica, i dipendenti a più riprese hanno chiesto un confronto con i vertici aziendali. "Vorremmo risolvere i problemi e nessuno ci considera" ha commentato amaramente uno dei delegati sindacali. "Il modo in cui veniamo trattati all’interno del magazzino è terribile – ha sottolineato un altro delegato –. Siamo costretti a fare nove o dieci ore di straordinario e, se ci rifIutiamo ci spostano, ci trattano male o ci mettono in ferie forzate. Inoltre vige il caporalato. Non siamo animali".

 

 

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