CARLO D’ELIA
Cronaca

Sciopero della fame, "per gli eroi"

Lodi, il sindacalista Lazzarini da ieri in sit-in. "L’Asst costringe medici e infermieri a turni massacranti"

di Carlo D’Elia

"La mia protesta è per tutelare medici, infermieri e Oss: dipinti come “eroi“ all’inizio della pandemia, oggi i loro diritti sono calpestati". Stefano Lazzarini, 68 anni, segretario provinciale della Confsal di Lodi, ha iniziato ieri lo sciopero della fame. Un segnale forte per chiedere all’Asst di Lodi di intervenire in favore dei propri dipendenti. La protesta è scattata ieri davanti alla Prefettura di Lodi. Lazzarini, che è rimasto fermo in presidio in corso Umberto per diverse ore, ha già annunciato che non si fermerà fino a quando non sarà arrivata una risposta positiva dal direttore generale dell’Asst lodigiana, Salvatore Gioia. "Sono qui perché tutto il personale è distrutto dalla dura prova che ha dovuto affrontare nell’ultimo anno - spiega –. Si tratta di dipendenti che hanno bisogno di tutele e di atti concreti che solo l’Asst di Lodi può attuare. Le condizioni di lavoro nei reparti non sono più sostenibili. Ci sono tutte le condizioni per uno sciopero del personale, ma l’emergenza sanitaria non permette disservizi. E allora ho deciso di affrontare la questione in prima persona, mettendo in gioco anche la mia salute. Ringrazio i tanti lavoratori che mi hanno mandato messaggi di sostegno. Lo faccio per tutti loro".

A preoccupare il sindacalista lodigiano, che ogni giorno sarà in presidio davanti alla Prefettura in corso Umberto, anche le difficoltà legate alla cronica carenza di personale. Nei quattro presidi mancherebbero un centinaio di infermieri. Una situazione grave, nota da tempo, ma che si è acuita con la pandemia, e che sta comportando diversi disagi per gli operatori costretti a turni massacranti e riposi saltati. "Nell’ultimo anno sono stati tantissimi i medici e infermieri che hanno scelto di andare a lavorare in altre Asst tra Cremona e Piacenza - sottolinea Lazzarini -. Non è un fenomeno da sottovalutare. È chiaro che nell’Asst di Lodi c’è qualcosa che non funziona. I dipendenti sono sottoposti a stress costanti". La battaglia del sindacalista è collegata anche al futuro dei presidi ospedalieri. "La sanità lodigiana non deve essere azzerata – conclude il sindacalista –. Chiedo garanzie, perché gli ospedali del territorio devono avere un ruolo centrale. Tra visite saltate, riprogrammate e altro, stanno emergendo tanti problemi. Ci sono tante questioni che non vanno, urge intervenire prima che sia troppo tardi". Ieri al sit-in sono arrivati anche, a manifestargli solidarietà, esponenti del M5S (il consigliere regionale lombardo Marco Degli Angeli, Marta Cobianco di Casalpusterlengo e Massimo Casiraghi di Lodi). "Promuoveremo interrogazioni in Regione e in Parlamento – ha dichiarato Degli Angeli –. Secondo quanto denunciato, l’Astt di Lodi sembrerebbe negare la possibilità di usufruire o di continuare ad usufruire del frazionamento ad ore previsto della legge 104 del ’92 per poter prestare assistenza ai malati invalidi o oncologici. Se la cosa fosse confermata sarebbe gravissimo".