Codogno, alla materna Rapelli saranno tutti stranieri i piccoli alunni

La preside Cecilia Cugini: "Un arricchimento per i ragazzini italiani"

La scuola materna Rapelli

A settembre gli iscritti saranno una quindicina contro i trenta attuali conseguenza diretta del crollo delle nascite

Codogno (Lodi) – L’anno prossimo alla materna Rapelli tutti i piccoli alunni – secondo le iscrizioni raccolte finora – saranno stranieri. E a settembre il numero totale sarà molto più esiguo rispetto alle attuali presenze, poco più di una quindicina contro gli oltre trenta attuali, conseguenza diretta del crollo delle nascita del 2021, anno post Covid. Problemi? Assolutamente no.

"Le materne non sono scuole dell’obbligo – spiega la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo, che comprende materne, elementari e medie, Cecilia Cugini – ed è normale che il servizio venga utilizzato dai genitori stranieri, che magari non hanno la rete sociale dei nonni e lavorano tutto il giorno. Per questo il numero tende a essere più elevato. Poi occorre dire che i docenti della Rapelli sono incredibili in fatto di bravura e professionalità, con tante idee sempre nuove: ricordo per esempio la collaborazione con le altre scuole e come un anno gli studenti del professionale Ambrosoli avessero aggiustato i tricicli, poi riconsegnati per le attività dei piccoli". Le recenti parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sul tetto degli alunni stranieri in classe hanno scatenato il dibattito, ma a Codogno la situazione è sotto controllo.

"Nella scuola dell’obbligo la percentuale di alunni non italiani è del 22 per cento, in linea con il trend nazionale. Problemi di natura didattica? È chiaro che il nodo principale riguarda l’alfabetizzazione, ma non è un problema. Anzi, alla fine è un arricchimento anche per gli alunni italiani visto che anche per loro c’è una ricaduta positiva a livello didattico. Certo, ci sono complicazioni organizzative ma sono superabili. La presenza degli alunni stranieri nei vari plessi avviene con criteri di equa distribuzione".

Secondo i dati dell’inizio del 2023, tenendo conto del censimento permanente, il picco della popolazione scolastica straniera codognese è più alta nella fascia tra i 3 e i 4 anni, con una media che oscilla tra il 30 e il 34 per cento mentre si abbassa fino al 14-16 per cento nella fascia tra i 17 e i 18 anni, segno probabilmente della dispersione scolastica che si registra alla fine della scuola dell’obbligo.