Peste suina e cinghiali da abbattere: il Lodigiano si divide

C'è chi suggerisce più controllo nelle aziende e chi invece crede che senza gli abbattimenti sia impossibile fermare il virus

I cinghiali presenti nel Basso Lodigiano vengono abbattuti

I cinghiali presenti nel Basso Lodigiano vengono abbattuti

San Fiorano (Lodi), 30 marzo 2024 – Peste suina e rischi per il Lodigiano, gli esperti si dividono. Mentre la Provincia di Lodi e la Provincia di Piacenza, tramite le rispettive polizie provinciali e il sindaco-cacciatore di San Fiorano Mario Ghidelli, incaricato di seguire il contenimento dei cinghiali, fanno “prove” di collaborazione, c’è chi è contrario all’uccisione di questi animali.

Luca Canova, direttore dell’oasi Monticchie di Somaglia e zoologo dell’Università di Pavia, ha infatti dichiarato ai giornali che abbattere i cinghiali, secondo lui, è inutile, ma sarebbe preferibile proteggere gli allevamenti. Ghidelli, invece, in precedenti uscite, aveva spiegato che la polizia provinciale e i cacciatori volontari stanno abbattendo gli esemplari sull’argine del fiume Po, per evitare che la peste suina che ha colpito il Piacentino possa arrivare al di là del corso d’acqua e provocare danni alle imprese lodigiane. Ghidelli è soddisfatto per l’interesse dalla Provincia di Piacenza che, nei limiti normativi delle due diverse regioni, ha dimostrato apertura verso la volontà di protezione del “vicini di casa”. Ma ora il sindaco replica a Canova dicendo: ”Ho letto con dispiacere le dichiarazioni del dottor Canova sugli abbattimenti. Forse dimentica che è meglio prevenire che curare, da una nota frase medica. La prevenzione dà infatti tante possibilità mentre non applicandola, non sempre si riesce a curare ciò che si vorrebbe curare - e ancora – Con il metodo dell’attesa, della prevenzione e dell’immobilismo, già in Liguria, si è visto cosa accade. Sono stati spesi migliaia di euro per installare recinzioni, ma i cinghiali sono passati lo stesso. Per bloccarli si dovrebbero chiudere anche strade, autostrade etc. e quindi sarebbe impossibile. Nel caso ligure, gli animali si sono spostati e sono stati buttati via tanti soldi pubblici, senza risolvere il problema”. Per il sindaco: ”In altre regioni, come potrebbe essere il Piacentino, dove a mia volta mi sono mosso per cercare collaborazione, la peste suina stava arrivando dalla parte delle montagne.

Nel Lodigiano e Cremonese e Milanese e dintorni, invece, si stanno abbattendo questi animali. E nessuno è felice di abbatterli, perché, tra l’altro, vanno inceneriti e non si può nemmeno donare la carne alle associazioni benefiche per sfamare chi non ha nulla” osserva ancora. Ghidelli poi parla del confinante Pavese: "Anche lì la peste suina è purtroppo molto diffusa, tanto da far trovare quotidianamente animali morti in giro. E far girare l’esercito a monitorare. Questo significa che l’espansione sta arrivando. C’è anche il parco del Ticino, dove non si può fare niente, nonostante sia una fonte di irradiamento di questo virus, che andfrebbe monitorato. Quindi, noi dovremmo circondare con reti gli allevamenti? Ma per cosa? Poi, comunque, magari, ci sarebbero vicini gli escrementi di questi animali o di lupi che mangiano il cinghiale morto ed entrano negli allevamenti. Non cambierebbe nulla e distruggeremmo gli allevamenti” insiste. “Nel mio territorio ci sono 10-12mila maiali, in tutto il Losdigiano circa 50mila esemplari e io non ho nessun interesse a fare ciò che sto facendo. Lo sto facendo per la comunità. Anzi, per ispezionare i posti, spendo soldi miei, in aiuto alla Provincia di Lodi. Ma lo faccio perché ci credo e per quello che posso, voglio aiutare gli allevatori e le loro attività. Oggi come oggi non ci sono farmaci che potrebbero tutelarli o altri rimedi. E con i costi di gestione che hanno attualmente le aziende, in caso di contagio, fallirebbero tutti. In passato avevamo aiutato gli agricoltori per l’invasione delle nutrie, oggi pensiamo a loro” conclude.