Stefano Lazzarini, Confsal Lodi
Stefano Lazzarini, Confsal Lodi

Lodi, 25 novembre 2020 -   Cinque lettere di dimissioni in meno di una settimana. Parte anche da qui la grande fuga del personale dagli ospedali di Lodi, Codogno, Casalpusterlengo e Sant’Angelo Lodigiano. Non solo infermieri e Oss, ma anche tanti medici che negli ultimi mesi (anche prima dell’emergenza Covid) hanno chiesto e ottenuto il trasferimento in altre strutture ospedaliere lombarde o della vicina Emilia Romagna. Una situazione critica, non dettata solo dalle esigenze personali ma anche per via dei turni pressanti, riposi saltati e problemi economici che alcuni infermieri lodigiani hanno evidenziato ai sindacati.

Tutto parte dalla carenza cronica di personale sanitario in tutta l’Asst di Lodi: nonostante le ultime assunzioni, nei presidi lodigiani mancherebbero più di 30 infermieri, 46 medici e una decina di Oss. Una situazione "grave", secondo il segretario del sindacato Fisi, Gianfranco Bignamini, che racconta di decine di infermieri che hanno scelto di licenziarsi negli ultimi anni per spostarsi in altri ospedali vicinissimi a quelli lodigiani, come Piacenza e Cremona. "L’azienda sta facendo finta di non vedere la realtà dei fatti che esiste da ben prima dell’emergenza Covid - tuona Bignamini -. Infermieri e Oss scappano dai presidi lodigiani perché non esiste un’organizzazione seria, perché fanno turni insopportabili e perché devono saltare ferie e riposi. Alla scarsa organizzazione si aggiungono i problemi economici: per esempio i premi, legati alle donazioni raccolte nei mesi della prima ondata, arrivati da tutta Italia, non sono mai stati versati sui conti del personale sanitario". Turni pressanti, riposi che saltano. Un’emergenza che l’Asst di Lodi conosce bene. A questo poi, sempre secondo i sindacati, si aggiungono le questioni economiche. "In tanti hanno preferito pagare anche duemila euro di penale pur di chiudere il rapporto di lavoro con l’Asst rapidamente", spiega Stefano Lazzarini (Confsal Lodi).

"Al personale di Codogno, per esempio - aggiunge - nei mesi dell’emergenza è stato chiesto di spostarsi a Lodi: stiamo parlando di 50 chilometri al giorno di percorrenza, ma i rimborsi della benzina non sono mai arrivati perché non previsti dai contratti di questa azienda. Sono tante cose che messe insieme hanno creato grandi malumori tra tutto il personale, infermieri, Oss e medici".