Maxi sequestro di botti. Insicuri, via 200mila petardi

I fuochi pirotecnici erano stoccati in depositi di Voghera, Mortara e Garlasco privi di impianti estinguenti e con uscite di sicurezza inaccessibili.

Maxi sequestro di botti. Insicuri, via 200mila petardi

Maxi sequestro di botti. Insicuri, via 200mila petardi

Ancora negli scatoloni o già sugli scaffali, ma senza le misure di sicurezza necessarie per la custodia e lo stoccaggio di materiale esplosivo. Botti per Capodanno, incautamente tenuti nei magazzini, peraltro vicini ad altri esercizi commerciali e abitazioni private, con il grave rischio per la sicurezza di tutti, sia residenti che lavoratori. Con l’operazione “Massa attiva“, il Comando provinciale della Guardia di finanza di Pavia ha posto sotto sequestro "oltre 2 tonnellate di materiale pirotecnico - come spiegato nel comunicato stampa diramato ieri dalla Procura - stoccati in tre depositi con modalità altamente pericolose per l’incolumità pubblica". I tre depositi perquisiti si trovano a Voghera, Mortara e Garlasco.

Le Fiamme gialle pavesi sono arrivate al maxi sequestro con un’attività preventiva "di monitoraggio dei flussi commerciali e del trasporto merci sul territorio", avviata con l’avvicinarsi delle festività natalizie. Grazie anche "all’analisi di banche dati" sono così state individuate "alcune attività commerciali che avevano acquistato ingenti quantitativi di fuochi d’artificio pur non disponendo di strutture idonee alla loro custodia e stoccaggio". E quando i carichi sono arrivati a destinazione sono intervenuti i finanzieri, per controllare come tutto quel "materiale esplodente" veniva tenuto nei magazzini degli esercizi commerciali. "Presso tutti i depositi perquisiti – prosegue la nota firmata dal procuratore Fabio Napoleone – è stata rilevata l’assenza di impianti estinguenti ovvero l’impraticabilità delle uscite di sicurezza, con tutti i conseguenti gravi pericoli derivanti in caso di combustione o detonazione accidentale, considerata anche la vicinanza dei depositi ad altre attività commerciali o abitazioni civili". Polveriere che, in caso anche di un banale incendio, sarebbero potute esplodere e magari fare vittime. "I circa 200.000 bengala, petardi e fuochi d’artificio sottoposti a sequestro – conclude il comunicato della Procura – sono stati cautelati e messi in sicurezza, mentre i 3 soggetti responsabili sono stati segnalati a questa Procura della Repubblica per i reati di omissione colposa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e fabbricazione o commercio abusivi di materiale esplodente".