L’omicidio nell’ex discoteca. Clochard ucciso al Majorca. Preso il super testimone

Arrestato a Piacenza. Su di lui un ordine di carcerazione per una condanna a 10 mesi. Era stato condannato per favoreggiamento e false informazioni date al pm.

L’omicidio nell’ex discoteca. Clochard ucciso al Majorca. Preso il super testimone

L’omicidio nell’ex discoteca. Clochard ucciso al Majorca. Preso il super testimone

Super testimone dell’omicidio del clochard nell’ex discoteca Majorca di Codogno ritrovato dopo anni, su di lui pendeva un ordine di carcarazione per condanna a dieci mesi. L’uomo, un italiano senza fissa dimora, era stato condannato per favoreggiamento e false informazioni date al pubblico ministero, in merito all’omicidio del 60enne Graziano Cappato trovato morto nell’ex discoteca Majorca di Codogno il 28 gennaio 2019. La squadra mobile della Questura di Piacenza ha scoperto il ricercato in un supermercato del capoluogo emiliano e lo ha condotto nel carcere cittadino. L’arresto è avvenuto giovedì.

L’uomo finito due giorni fa in manette era stato presente all’omicidio del clochard e secondo l’autorità giudiziaria e avrebbe favorito, all’epoca, il responsabile dell’omicidio. Per l’uccisione il 19 settembre 2021 la corte d’assise d’appello di Milano ha ridotto di 15 anni la condanna di Biagio Trezza, il 51enne di Codogno che era stato arrestato la sera del 28 gennaio 2019 dai carabinieri e aveva sempre dichiarato di non aver voluto uccidere la vittima. Era stato preso all’interno dell’ex discoteca Majorca e inizialmente accusato di omicidio volontario ai danni del senzatetto 60enne milanese Graziano Cappato. Ma poi c’era appunto stata la derubricazione del reato. L’autopsia eseguita dal consulente del pm Maurizio Merlano aveva evidenziato diverse lesioni, alcune delle quali però probabilmente risalenti a diverso tempo prima rispetto alla morte, e soprattutto una situazione di alterata coagulazione del sangue per cui anche un trauma non particolarmente importante avrebbe potuto causare emorragie fatali. La vittima era stata trovata senza vita sotto pannelli di cartongesso e altri parti dell’arredo, ormai distrutto, del glorioso locale che, dai fasti, era passato a luogo abbandonato frequentato, appunto, da disperati. Gli inquirenti avevano ricostruito una colluttazione tra le parti e al loro arrivo nerllo stabile, avevano scoperto un cadavere lasciato lì da alcuni giorni. Si trovava in uno sgabuzzino. Da qui l’arresto di Trezza e il processo subito in seguito. Difeso dall’avvocato lodigiano Paolo Muzzi, Trezza si era visto riqualificare l’accusa principale da omicidio volontario, per cui il gup di Lodi lo aveva condannato in abbreviato a 21 anni di carcere, a omicidio preterintenzionale, cioè come conseguenza non voluta di un’aggressione, per una pena di 6 anni.