La pista torna a vivere. Riecco il velodromo. Ospiti d’onore i campioni Villa e Ganna

Grande festa per lo storico impianto che rischiava di scomparire. Presente anche la vedova di Pierino Baffi cui è dedicato. Il sindaco Bergamaschi: "È una giornata di grande orgoglio".

La pista torna a vivere. Riecco il velodromo. Ospiti d’onore i campioni Villa e Ganna
La pista torna a vivere. Riecco il velodromo. Ospiti d’onore i campioni Villa e Ganna

Mancava solo la banda, ma è stata senz’altro una grande festa, quella di ieri mattina per la riconsegna alla città, ma anche al ciclismo tutto, di una pista che nei suoi 101 anni di onorata presenza ha contribuito a scrivere un pezzetto di storia di questa specialità, ma ha rischiato di finire demolita, salvata all’ultimo istante e poi rimessa a nuovo. Ed erano in molti nel parterre realizzato sul campo sportivo, fronte pista, davanti ai tanti spettatori che hanno riempito gli spalti a voler esserci in un giorno che sarà ricordato per la rinascita di questo luogo, terza pista in Italia e una delle più belle del mondo che ha rischiato, per incuria e trascuratezza, di finire distrutta per lasciare spazio a un ipotetico campo nomadi desiderato da una assessore del comune prima e poi destinato alla costruzione caseggiati di lusso con annesso parcheggio da parte di un industriale cremasco che lo aveva acquistato per 1.1 milioni di euro. Niente di tutto questo, quando grazie la caparbietà di un esponente della Lega, Luigi Dossena, già consigliere provinciale, stravolse i piani di chi aveva già dato per demolito la struttura e quando la sagacia di un sottosegretario allo sport, Elisio De Paoli, trovò la strada giusta strada, quella della Soprintendenza di Milano, per fare operare una incredibile marcia indietro, salvando l’impianto.

Ieri, davanti a un pubblico di tifosi, cittadini, ma anche persone di una certa età che su questa pista avevano girato, si erano allenati, avevano sognato e avevano applaudito i loro campioni, il velodromo è stato inaugurato. Tra i presenti il cremasco Marco Villa, oggi responsabile del settore del ciclismo su pista, più volte vincitore con i suoi pupilli, Filippo Ganna, medaglia d’oro alle olimpiadi di Tokyo e recordman dell’ora. L’impianto Pierino Baffi, inaugurato con le lacrime agli occhi della vedova, arrivata con il figlio Adriano per vedere ancora una volta la pista dove il marito dettava legge, vive. Un mazzo di fiori sulla lapide che ricorda il grande corridore di Vailate, gli applausi quando è stato fatto il suo nome, il tifoso arrivato da Cremona con una foto di Baffi su questa pista e tutta è filato via liscio. "Questa è una giornata di grande orgoglio – ha detto Fabio Bergamaschi, sindaco di Crema – il recupero di questo impianto non è stato semplice, anzi ci sono stati passaggi che sembravano mettere la parola fine. La caparbietà di tante amministrazioni ha fatto trovare la chiave per recuperarlo, con il peso economico trovato dal comune di Crema tramite un finanziamento del Coni. Oggi è a disposizione non solo del nostro territorio, ma anche a livello nazionale". "È una grande emozione – ha sottolineato Walter Della Frera, Consigliere con delega allo sport del Comune di Crema – è stato un lavoro lungo. La burocrazia non è facile da vincere, ma dal 2019 questo impianto è diventato di proprietà del comune di Crema. Ci auguriamo tutti che si riempia di attività sportive di alto livello". Non sono voluti mancare neppure il presidente nazionale della Federciclismo Cordiano Dagnoni, il presidente della Federciclismo della Regione Lombardia Stefano Pedrinazzi, il presidente del Coni Lombardia Marco Riva, le campionesse Miriam Vece, Marta Cavalli, Federica Venturelli. E l’assessore regionale Lara Magoni.