La Condevo di Marudo vuole licenziare un terzo dei lavoratori. La dem Vallacchi incalza la Regione

La consigliera del Pd: “Serve urgentemente un tavolo per ascoltare i sindacati”

La consigliera regionale Pd Roberta Vallacchi

La consigliera regionale Pd Roberta Vallacchi

Marudo (Lodi), 15 febbraio 2024 – Licenziamenti alla Condevo di Marudo, la consigliera regionale lodigiana del Partito democratico Roberta Vallacchi incalza Regione Lombardia: “Trentaquattro licenziamenti annunciati e dopo l’audizione, da me richiesta, perché Regione non ha convocato un tavolo?”.

L’incontro avrebbe dovuto servire per la mediazione tra le parti: "È necessario discutere della grave crisi occupazionale della Condevo di Marudo – insiste Vallacchi, che già a ottobre aveva chiesto, al presidente della IV Commissione Attività produttive, di programmare un’audizione con gli interessati –. A metà novembre ero riuscita a ottenere che i sindacati venissero ascoltati e l’impegno che ci eravamo presi, come Commissione, era di sollecitare la Regione a convocare il tavolo, passo che, però, non è ancora stato fatto” evidenzia.

La stessa consigliera ha anche annunciato che lunedì 19 febbraio, alle 14.30, di fronte alla sede di Assolombarda, in via Hausmann, a Lodi, a due passi dall’Ufficio territoriale di Regione Lombardia, parteciperà al presidio organizzato dai sindacati. In questi giorni la consigliera Pd ha scritto ancora una volta al presidente della Commissione, Marcello Ventura, per chiedere una verifica sul mancato seguito da parte di Regione Lombardia di quanto deciso e “per chiedere al presidente di farsi parte attiva, per ottenere un riscontro con l’amministrazione regionale, circa le ragioni della mancata convocazione, sollecitando una risposta, sulle modalità che questa intende intraprendere, per dare corso all’impegno preso”, ha insistito Vallacchi.

Nel frattempo, infatti, “la situazione della crisi si è ulteriormente aggravata e il 31 gennaio, per 34 lavoratori, la proprietà ha aperto una procedura di licenziamento collettivo – dettaglia –. Vorrei sapere perché in questi mesi da Palazzo nessuno ha mosso un dito”, conclude la dem.

Questi esuberi sono stati un fulmine a ciel sereno per i lavoratori della Condevo, la società che realizza componentistica per le caldaie e che vuole ridurre di un terzo la forza lavoro, su tutti e tre i siti produttivi, i due di Vidardo e quello di Marudo. I 34 esuberi si contano sul totale di 98 occupati. La ex Giannoni, aveva avviato nell’autunno scorso una cassa integrazione ordinaria a rotazione per tutti i lavoratori, ma a gennaio aveva richiamato tutti i dipendenti in fabbrica. Poi la comunicazione degli esuberi e della procedura di licenziamento collettivo, da svilupparsi nei tavoli sindacali. Gli esuberi individuati sono strutturali rispetto alle esigenze produttive per la prevista riduzione dell’attività. L’azienda sarebbe stata messa in ginocchio dalla nuova normativa dell’Unione Europea sulle caldaie, che impone il divieto di vendita delle caldaie autonome alimentate a gas a partire dal 2029 nell’ambito del processo della transizione energetica dell’Europa. La riduzione di personale sarà quindi focalizzata soprattutto nei reparti produttivi, dove perderanno il posto 30 addetti. Le altre 4 figure in esubero sarebbero da individuare invece in due impiegati tecnici, un addetto commerciale e un impiegato amministrativo. L’ultima volta che la ex Giannoni aveva deciso di adeguarsi alle nuove tecnologie produttive era stata 10 anni , quando si contarono precedenti 70 licenziamenti.