La scena del disastro
La scena del disastro

Lodi, 9 febbraio 2020 - "La parte elettrica che permette la chiusura del binario potrebbe essere stata montata al contrario dagli operai Rfi che stavano effettuando la manutenzione". Per questo, secondo un esperto tecnico, da anni impegnato nella manutenzioni, giovedì notte la centrale operativa dell’Alta velocità di Bologna non avrebbe rilevato sulla linea Milano-Bologna nessuna anomalia particolare, concedendo il via libera "superverde" al Frecciarossa 9595 partito a Milano e diretto a Salerno, poi deragliato sulla soglia dei 300 chilometri all’ora tra Livraga e Ospedaletto Lodigiano causando la morte dei due macchinisti e il ferimento di 31 tra passeggeri e personale di bordo.

"Per chi lavora nel settore delle manutenzioni dei binari appare chiaro che la parte elettrica fosse stata montata al contrario – dice l’esperto, che preferisce mantenere l’anonimato –. Giovedì notte la squadra di operai è sicuramente intervenuta togliendo la linea elettrica nello snodo e scollegando i cavi nella scatola dei contatti. Una volta finito il lavoro hanno rimontato fisicamente i collegamenti, probabilmente invertendo però l’apertura e la chiusura dello snodo. In pratica quando alla centrale operativa di Bologna segnava chiuso, quindi “dritto”, in realtà lo snodo era rimasto aperto, quindi con “rovescio per la sinistra”. Le prove finali si fanno andando fisicamente a vedere se il binario è chiuso. È un errore che non può avere spiegazioni, quello dei tecnici. Una svista che se fosse confermata sarebbe molto grave". Per il tecnico sul deviatoio numero 5 al chilometro 116 gli operai quella notte poco prima della tragedia erano al lavoro per un’operazione di "manutenzione ordinaria".

Il team – per quanto ricostruito finora – inizia il proprio lavoro ore prima. Arriva al Posto di Movimento di Livagra – dove c’è una palazzina, quella vicino alla quale è terminata la corsa del primo vagone del Frecciarossa – e si porta sui binari. Deve intervenire sul deviatoio incriminato per lavorare sugli 'attuatori', cioè la componente che permette di azionare lo scambio e ne garantisce la 'fermascambiatura', ovvero la tenuta della posizione scelta. Pare che verso la fine dell’intervento, ci sia stata un’anomalia: il sistema non legge se il deviatoio è in posizione “rovescio” o “dritta”. "Avrebbero potuto fare la prova di concordanza, che dimostra se c’è stato un errore in qualche punto della linea. Probabilmente questo test non è stato fatto", sottolinea il tecnico che poi aggiunge: "Quello che è accaduto non è giustificabile con la stanchezza o i turni pressanti degli operai, perché si tratta di personale altamente qualificato, esperto e sottoposto a controlli costanti da parte dell’azienda".