Il sindaco di Codogno Francesco Passerini
Il sindaco di Codogno Francesco Passerini

Codogno (Lodi), 14 maggio 2020 - Nel Comune diventato simbolo dell’epidemia in Italia c’è una gran voglia di ripartire. E di farlo in sicurezza. A Codogno, quasi 16mila abitanti nel Basso Lodigiano, a 10 giorni dall’inizio della Fase 2 dell’emergenza la ripresa è lenta. Il sindaco Francesco Passerini, 35 anni, che ha gestito il lockdown dal 23 febbraio con la prima zona rossa, chiede alle istituzioni "regole chiare e certe per riaprire" soprattutto "per le attività produttive che non fatturano da 83 giorni e hanno costi e oneri".

Sindaco, siete pronti a ripartire?
"Abbiamo tutti una gran voglia di riprendere già dal 18 maggio, ma in sicurezza. Siamo una realtà ricca di artigiani e commercianti che rischiano la chiusura".

Quali sono le difficoltà per la famiglie di Codogno?
"Le esigenze alimentari riusciamo a contenerle con la rete di solidarietà del nostro territorio e ai buoni spesa arrivati dal Governo distribuiti a oltre 200 famiglie. Le difficoltà maggiori riguardano bollette e affitti. Abbiamo chiesto a Roma di poter utilizzare i fondi vincolati ai buoni spesa per incrementare il fondo affitti comunale, zero risposte".

A Codogno oltre il 50% delle imprese attive è nell’area della prima zona rossa. Com’è la situazione oggi?
"Drammatica, il 90% delle aziende ha anticipato la cassa integrazione con soldi propri. Ma non hanno risorse finanziarie per andare avanti tanto".

Come amministrazione comunale cosa avete fatto per aiutare i commercianti?
"Abbiamo annullato dal primo marzo scorso fino al prossimo 31 dicembre l’occupazione di suolo pubblico anche per gli ambulanti, limitando la Tari attraverso un fondo interno, e poi mettendo un fondo nostro di investimenti di 50mila euro, per iniziare, che verrà destinato alle attività produttive. Ora tocca al Governo".