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3 ago 2022

Elena, l’ultimo viaggio in Svizzera Cinque chiamate al giorno per morire

La stima di Exit, associazione che si occupa dei malati italiani: 50 persone all’anno, metà della Lombardia

3 ago 2022

MILANO di Annamaria Lazzari Sono circa centocinquanta al mese in media le chiamate che arrivano al numero bianco dell’associazione Luca Coscioni, attivato per indicare le scelte percorribili anche a chi reclama un fine vita. "Ascoltiamo storie di grande dolore e sofferenza, con percorsi ad ostacoli per trovare strutture adeguate e vedere rispettata la propria volontà. A volte queste persone, che già soffrono a causa di malattie insopportabili, devono intraprendere una vera e propria lotta" afferma Filomena Gallo, avvocato e segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni. Sono invece circa 350 i contatti ricevuti al mese da Exit Italia, associazione che dal 1996 ha iniziato ad alimentare il dibattito sull’eutanasia nel nostro Paese. "Sono persone disperate, che vogliono farla finita. Soffrono di varie tipologie di sclerosi o di cancro al cervello o al pancreas, la maggior parte proviene dalla Lombardia, in testa Milano" dice Emilio Coveri, presidente di Exit Italia che ha 5.086 iscritti, di cui quasi mille in Lombardia. "Tutti i nostri associati hanno depositato un testamento biologico e noi facciamo da garanti sulle loro volontà" aggiunge. "L’associazione invece non accompagna nessuno in Svizzera. Invitiamo chi è interessato ad andare su internet. In Svizzera ci sono quattro associazioni, a Basilea, Berna e Zurigo, che accettano gli stranieri per accompagnarli alla morte medicalmente assistita. Ma occorre spendere almeno 10mila euro". In media a fare questa scelta "sono 4050 persone all’anno, la metà della Lombardia". Il numero bianco dell’associazione Coscioni è nato in collaborazione con Valeria Imbrogno, psicologa ed ex compagna di Dj Fabo, che oggi gestisce l’organizzazione e la formazione dei volontari. Sono oltre venti volontari a rispondere a tutta Italia a domande sul testamento biologico, sulle cure palliative, l’interruzione delle terapie e l’eutanasia. "Suppliamo alle mancanze dello Stato. Sulla possibilità di redigere il biotestamento per dire non c’è mai stata alcuna campagna informativa da parte ...

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