Carlo Stoppini, 59 anni, di Somaglia, ha lottato a lungo per vincere il Covid 19
Carlo Stoppini, 59 anni, di Somaglia, ha lottato a lungo per vincere il Covid 19

Somaglia (Lodi) - Quattordici mesi dopo è ancora immune al Covid. Carlo Stoppini, 59 anni, residente a Somaglia (Lodi), uno dei Comuni della prima zona rossa dell’area di Codogno scattata il 23 febbraio 2020, quando martedì ha ritirato gli esiti del test sierologico a cui si è sottoposto non poteva crederci.
Il valore degli anticorpi IgG risulta superiore a 400, dove il valore sufficiente per essere protetti sarebbe superiore al 15. Esiti inaspettati anche dallo stesso 59enne lodigiano che, dal 29 febbraio dello scorso anno, ha lottato tra la vita e la morte dopo essere stato contagiato. In quei giorni gli ospedali lodigiani erano stracolmi ed è stato costretto al ricovero al Policlinico di Milano con una forte polmonite interstiziale bilaterale. Condizioni subito apparse critiche per i medici che, dopo aver provato a curarlo con il casco Cpap, hanno dovuto portarlo, appena poche ore dopo il ricovero, nel reparto di Terapia intensiva per essere intubato e provare cure d’emergenza per superare il picco della carica virale. Dopo un mese molto difficile, man mano le sue condizioni si sono stabilizzate, fino al 22 luglio quando dopo cinque mesi di lotta in ospedale e un breve periodo di riabilitazione in una clinica, è riuscito a tornare nella sua Somaglia per provare a riprendere una vita normale.

«Ho fatto un test sierologico martedì per capire come procedere visto che dovrei prenotarmi per il vaccino - spiega Carlo Stoppini, che compirà 60 anni tra un mese -. Così ho scoperto che ancora oggi, a distanza di 14 mesi dall’infezione, ho ancora gli anticorpi molto presenti nel mio organismo. E che dovrebbero garantirmi una sorta di immunità al virus. Sto parlando degli IgG che sono maggiori di 400. Il medico che mi ha in cura mi ha detto che, al momento, non posso ricevere la mia dose di vaccino. E infatti è un valore molto alto perché per essere protetto basterebbe un valore superiore a 15". La vita post-Covid per Stoppini è del tutto cambiata. Gli strascichi legati al virus sono tanti, ma per fortuna in miglioramento. Con il passare dei giorni il 59enne sta provando a recuperare fiato e forze, ma non senza fatica. Una vita cambiata nelle abitudini, fatta di piccole attività quotidiane e visite di controllo per quella che per lui, come per altri ex malati Covid, è diventata quasi una malattia cronica. Stoppini, però, assicura di non essere più lo stesso. «Le mie condizioni fisiche sono sicuramente in miglioramento rispetto a qualche mese fa - spiega il 59enne lodigiano -. Ma senza alcun dubbio non sono la stessa persona che ero prima di ammalarmi. Ho difficoltà, non lo nego, ma resisto e cerco di andare avanti. Le mie difese immunitarie sono basse. E, infatti, pochi mesi fa, sono stato costretto a ritornare in ospedale per curare un’infezione al polmone destro, dove i segni del Covid sono ancora ben visibili con le cicatrici. La parte respiratoria è quella che mi sta dando più problemi, oltre a una leggera tachicardia".