Festa della Repubblica, Mattarella a Codogno
Festa della Repubblica, Mattarella a Codogno

Codogno (Lodi), 2 giugno 2020 - "Qui nella casa comunale di Codogno oggi è presente l'Italia della solidarietà, della civiltà, del coraggio. In una continuità ideale in cui celebriamo ciò che tiene unito il nostro Paese: la sua forza morale. Da qui vogliamo ripartire. Con la più grande speranza per il futuro". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il suo arrivo, questa mattina alle 11, nella Bassa Lodigiana, cuore dell'epidemia del coronavirus. Un gesto fortemente simbolico, nel giorno del 74esimo annivesrario della Festa della Repubblica, dopo aver deposto una corona di fiori all'altare della patria a Roma, per sottolineare e ricordare cosa è accaduto in questi mesi che hanno sconvolto l'Italia e il mondo. 

Arrivando, Mattarella ha salutato, dall'interno della sua auto, i cittadini nella piazza che hanno applaudito il passaggio dell'auto. Nella sede del Comune il capo dello Stato ha incontrato il governatore Attilio Fontana, il sindaco di Codogno Francesco Passerini e gli altri primi cittadini dell'ex zona rossa, il prefetto di Lodi Marcello Cardona, il vescovo monsignor Maurizio Malvestiti e una rappresentanza dei volontari. Al termine dell'incontro, Mattarella si è spostato al cimitero dove ha reso omaggio alle vittime del Covid ponendo una corona di fiori davanti ad una stele. Proprio ieri pomeriggio la targa di commemorazione dei morti della pandemia è stata postata all’ingresso del cimitero. Verso mezzogiorno, il presidente della Repubblica ha lasciato Codogno accompagnato da un lungo applauso per fare ritorno a Roma. Ovviamente, per le norme anticontagio, è stata una visita senza bagni di folla - il centro storico è stato chiuso al traffico -, ma con momenti pubblici molto significativi.

Mattarella: "Qui oggi si ritrova la Repubblica"

"La celebrazione del 2 giugno - l'anniversario della nascita della nostra Repubblica - ha luogo quest'anno qui, a Codogno e, idealmente, nei tanti altri luoghi
in cui il dolore ha colpito il nostro popolo
e dove conto di recarmi in altre prossime occasioni. In questi luoghi si ritrova oggi la Repubblica", ha detto Sergio Mattarella nel corso del suo intervento in municipio, sottolineando con la sua visita istituzionale e con le sue parole come proprio in un luogo simbolo della lotta al coronavirus sia importante ricordare la nascita della Repubblica. "Da Codogno, dove è  iniziato il nostro percorso di sofferenza, vogliamo ribadire i valori della Costituzione, ricordando nuovamente i tanti nostri concittadini morti per il coronavirus e rinnovando grande solidarieta' ai loro familiari e alle loro comunità". Poi, una raccomandazione: "Questo è tempo di un impegno che non lascia spazio a polemiche e distinzioni. Tutti siamo chiamati a lavorare per il Paese, facendo appieno il nostro dovere, ognuno per la sua parte". Mattarella ha ringraziato gli operatori sanitari: "Non vi sono parole sufficienti per esprimere quanta gratitudine meritino da parte di tutti gli italiani. Non andrà dimenticato quanto, in questi mesi, hanno fatto, con generosa abnegazione, tanti medici, infermieri, personale impegnato nei diversi ruoli della sanita', farmacisti. Lungi dal sottrarsi al proprio compito, hanno contrastato l'epidemia con coraggio, sovente ponendo a rischio la propria salute. Molti sono rimasti vittime del loro senso del dovere". "Grazie anche ai nostri concittadini - ha aggiunto il Capo dello Stato -  per l'esempio che hanno dato a tutta l'Europa e al mondo". 

Il sindaco di Codogno: "21 febbraio sia giorno per ricordare le vittime"

"La sua presenza fa sentire a tutta la cittadinanza la vicinanza delle istituzioni, sia nella sincera partecipazione alle sofferenze delle persone ammalate, sia nella solidarieta' alle vittime, sia a chi rischia pesanti conseguenze economiche", ha affermato il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, rivolgendosi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E ha proseguito: "Siamo consapevoli che il momento che attraversiamo richiede ancora coinvolgimento, condivisione, unità di intenti per sconfiggere il virus e per la ripartenza, ma oggi la sua presenza ha contribuito a rinnovare la nostra forza e pertanto le rinnovo il benvenuto e le rappresento tutta la mia gratitudine per essere qui a riconoscere lo spirito, la resilienza e il coraggio di questa comunità". Passerini ha poi ammesso: "Avremmo voluto che il nostro sforzo potesse essere salvifico per gli altri, ma la patologia era già diffusa da tempo. "Per i primi 15 giorni tutti hanno guardato a noi come se fossimo noi il caso da sanare. Codogno e' stata in prima linea, la 'zona rossa' ha mostrato tutta la propria forza, reagendo e resistendo". Il consiglio comunale, ha aggiunto, "ha fissato la data del 21 febbraio per ricordare le vittime del Covid, auspichiamo che la data possa diventare simbolica per tutta la nazione, affinche' rimanga viva la memoria e sia simbolo per la nazione".

Fontana: "Mai mancata la vicinanza di tutta Italia"

"L'emergenza sanitaria ha posto a dura prova cittadini, imprese e istituzioni colpiti da una tragedia che avra' conseguenze importanti sulla nostra economia. Ma nel buio dei giorni scorsi non è mai mancata la solidarietà e la vicinanza di tutta l'Italia", ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante la cerimonia in municipio. E ha sottolineato: "Bisogna ricordare innanzitutto il nostro Presidente della Repubblica che si è sempre interessato per sapere come stessero andando le cose nel nostro territorio. Oggi questo spirito di vicinanza nei nostri confronti deve essere il motore per una ripartenza di un Paese unito nella sua differenza".