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13 dic 2019

Caso mense ed emendamento Lodi: un anno di 'Uguali doveri'

Giovedì sera al Verri l'incontro sulla 'burocrazia della discriminazione', con Guariso e Spataro, per celebrare un anno dalla vittoria in tribunale: ma il ricorso del Comune è alle porte 

13 dic 2019
laura de benedetti
L'incontro al Verri
L'incontro al Verri
L'incontro al Verri
L'incontro al Verri

Lodi, 13 dicembre 2019 - "Con l'elenco dei soli 19 stati, dal Buthan al Ruanda, dalle Figi al regno di Tonga, sui 196 al mondo, in grado di produrre lo stato dei patrimoni immobiliari dei propri cittadini, pubblicato dal Governo, è come se i ministeri del Lavoro e degli Esteri, che lo hanno stilato, avessero detto: cara sindaca di Lodi, non puoi chiedere documenti che non esistono". Parole di Alberto Guariso, avvocato Asgi, che giovedì sera, nell'aula magna del Verri, insieme all'ex procuratore di Torino (ma per un anno e mezzo guidò anche la Procura di Lodi), Armando Spataro, ha preso parte all'incontro pubblico promosso dal Coordinamento Uguali Doveri per celebrare un anno (era il 13 dicembre 2018) da quando il Tribunale Civile di Milano dichiarò discriminatorie le norme del 'caso mensa' che riguardarono i figli degli stranieri, costringendo il Comune a riscrivere il proprio regolamento.

Ma l'elenco, ha sottolineato Guariso, presentato da Michela Sfondrini, di Uguali Doveri, come un "avvocato di frontiera" contro la "burocrazia delle discriminazioni", è anche figlio del successivo 'emendamento Lodi', presentato dall'ex presidente del consiglio comunale di Lodi, poi deputato, Luigi Augussori, in seguito al quale sono state sospese le richieste di reddito di cittadinanza degli stranieri, sempre perché non possono certificare di non avere possedimenti nei paesi d'origine: "Tutto nasce da un decreto del 2000 in cui si prevedono queste certificazioni extra, applicato poi a Lodi e in altri comuni, e al reddito di cittadinanza: uno stato civile chiede una cosa impossibile da ottenere per accedere a dei diritti garantiti dall'Unione Europea".

Le proteste del coordinamento, in questi giorni raccolte nella mostra fotografica 'Quando l'ingiustizia bussa alla porta - 100 giorni di mobilitazione per i bambini di Lodi' (aperta in corso Roma 139, da venerdì a domenica fino al 22 dicembre, ndr) e nel relativo catalogo-strenna natalizia, hanno portato alla ribalta nazionale questi casi di discriminazione: "Avete aperto una strada importante ma ancora lunga - ha rimarcato Guariso (il ricorso in Comune contro la sentenza del 'caso Lodi' si discuterà il 25 marzo 2020, ndr) -. E' assurdo che si parli dello sbarco dei 40 migranti alla volta da una nave e non dei 5,2 milioni stranieri in Italia, di cui quasi 1 milione nati qui ma senza cittadinanza italiana. Bisogna garantire la protezione a chi la richiede, l'uguaglianza a chi è già qui, riaprire gli ingressi regolari per lavoro".

"Ciascuno deve fare la propria parte, dobbiamo 'agitare' questa società - ha detto Spataro, sottolineando l'importanza dell'esempio dato da Lodi, parlando dei doveri inderogabili di accoglienza e di soccorso in mare, contro i muri costruiti nel mondo, contro la logica di chi agita il brand sicurezza per far credere che ci sia una situazione di rischio -. Mi aspetto che chi dice che revocherà i decreti sicurezza, lo faccia".
 

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