Assalto al Postamat. Volevano farlo esplodere. Banda costretta alla fuga

L’allarme è scattato alle 3.50 di ieri. Qualcuno aveva notato persone sospette. Svuotato e poi lanciato un estintore verso i carabinieri. Quindi la ritirata nei campi.

Assalto al Postamat. Volevano farlo esplodere. Banda costretta alla fuga

Assalto al Postamat. Volevano farlo esplodere. Banda costretta alla fuga

Strade bloccate, artificieri e una bomba posizionata da due banditi nello sportello Postamat dell’ufficio postale del borgo ma non esplosa. Massima allerta per alcune ore e poi tutto è finito bene. O quasi. La notte tra venerdì e ieri erano quasi le quattro, esattamente le 3.50, quando l’allarme è scattato. Era stata segnalata la presenza di alcune persone sospette nelle vicinanze del postamat di via Matteotti di Rivolta d’Adda. Nei pressi c’era una gazzella dei carabinieri del nucleo Radiomobile di Crema che in pochi secondi è arrivata e ha visto due banditi all’opera nei pressi dello sportello. Quando i due hanno visto i militari sono immediatamente fuggiti e hanno raggiunto la loro auto, parcheggiata con il motore acceso poco distante.

Nella fuga i due hanno svuotato un estintore verso l’auto dei Carabinieri, lanciando contro l’auto di servizio la bombola e anche un piede di porco, ma l’inseguimento è continuato fin tanto che i due, poco pratici del paese, hanno imboccato via Ponte Vecchio che è una strada chiusa. Arrivati in fondo, sono scesi dall’auto e sono fuggiti nel campi, riuscendo a dileguarsi. Se da una parte i carabinieri hanno proseguito le ricerche dei fuggitivi, dall’altra i militari sono andati a vedere che cosa era successo al postamat e hanno scoperto che i ladri avevano già inserito l’esplosivo (che in gergo si chiama “marmotta”) nella fessura da dove vengono erogati i soldi e tutto era pronto per far saltare l’apparecchiatura e prendere il denaro.

Di qui l’immediata chiusura delle strade intorno alle filiale delle Poste. Sono state vietate al passaggio via Matteotti, l’incrocio di via XXV Aprile con via Battisti, parte di via Gramsci e viale Isonzo, con carabinieri, polizia locale e vigili del fuoco a chiudere l’area e con la presenza del sindaco Giovannio Sgroi, avvertito dell’emergenza. Verso le otto di ieri mattina sul posto sono arrivati gli artificieri dei Carabinieri del Comando Provinciale di Milano che hanno controllato lo stato dell’arte e verificato che non sarebbe stato possibile togliere l’esplosivo. Così si è optato per far saltare il postamat, cosa che si è verificata in tutta sicurezza qualche minuto più tardi. Verso le 9.30 la “marmotta“ è stata fatta brillare, ha sventrato il postamat e di lì a poco le vie sono state riaperte. Quindi, il furto non è stato portato a termine, anche se i ladri avevano già aperto una serranda e delle porte che consentivano loro di entrare all’interno dell’ufficio postale per prendere il denaro qualora fosse esploso il vano contenente il denaro contante. In corso anche le verifiche per risalire alla provenienza dell’auto.