Acquisti di Natale sotto il duomo. Il rilancio della fiera di Santa Lucia: "È un buon inizio, ma non basta"

Le testimonianze degli ambulanti. "Apprezziamo le novità, peccato che i problemi organizzativi della vigilia"

Acquisti di Natale sotto il duomo. Il rilancio della fiera di Santa Lucia: "È un buon inizio, ma non basta"

Acquisti di Natale sotto il duomo. Il rilancio della fiera di Santa Lucia: "È un buon inizio, ma non basta"

"La strada intrapresa per rilanciare la fiera di Santa Lucia mi pare positiva, ovviamente per raggiungere l’obiettivo non basta un anno, ma ci vuole tempo". Così dice Roberto Presotto, venditore ambulante di luminarie, elementi del presepe e decorazioni natalizie posizionato con il suo banco di fronte al duomo e uno degli operatori economici presenti in questi giorni in pieno centro per un mercatino che è una tradizione radicata a Lodi ogni anno fino al 12 dicembre. E che quest’anno presenta novità. Su tutte una giostrina, un trenino. "Per migliorare bisogna investire sugli eventi, che portano gente e ravvivino la piazza – aggiunge Presotto –. Quest’anno con la tensostruttura (posizionata al centro della piazza) si è fatto qualcosa, è un inizio, come l’accensione dell’albero del 7 dicembre che ha riempito la piazza. Inoltre la disposizione della piazza di questa edizione è migliorata. Dopo il Covid in generale fiere e feste hanno riscontrato una forte perdita di appeal, questa di Santa Lucia ha accusato di più il colpo. Per quanto mi riguarda, per ora, le entrate sono agli stessi livelli dell’anno scorso. Sto notando che alla gente fa piacere il nuovo aspetto della piazza, porta novità. L’amministrazione di Lodi, quest’anno, ha anche avuto la sfortuna di affidarsi ad una associazione per organizzare tutto, associazione che poi non si è rivelata molto professionale. Così, con un po’ di acqua alla gola, si è occupato di tutto il Comune, portando comunque a casa un bel risultato".

La testimonianza di Roberto Presotto viene sostanzialmente condivisa anche da altri ambulanti stasera andranno via. "Quest’anno si è provato a rinnovare – afferma Debora Reina, della storica bancarella del Diavolo del Torrone – e fa sicuramente piacere: all’inizio l’amministrazione aveva anche proposto un progetto con casette di legno invece delle bancarellecamion, l’idea era bella ma poco funzionale, così non è andata in porto. Per noi non ci sono stati aumenti di guadagni, ma la cosa importante è che non diminuiscano e questo non è successo. Noi, comunque, ci siamo da tanti anni e veniamo anche alla festa patronale di San Bassiano. Abbiamo i nostri clienti abituali". Più critico invece Biba Helis, venditore di tappezzeria e tessuti: "Per noi è stato un problema avere la certezza di poter partecipare con scarso preavviso, hanno dato l’ultimo ok lunedì per poi mettere le bancarelle giovedì. Ho avuto poco tempo per preparare la merce, e così ho su metà banco prodotti più adatti a un normale mercato. Poi io son riuscito a cavarmela, ma per esempio la bancarella del legno quest’anno non c’è perché non ha avuto tempo per organizzarsi. Il resto comunque è ben gestito e sto lavorando bene". Il clima che si respira in piazza è comunque di festa, numerose le famiglie che portano i bambini sulla nuova giostra messa all’angolo verso corso Vittorio. Ieri pomeriggio le persone che passeggiavano in piazza acquistavano, raccontando come si venga alle bancarelle perché "è tradizione, si fa il giro di negozi e si viene anche qui, si guarda un po’ e magari una frittella la si compra".