CHRISTIAN SORMANI
Cronaca

Volo di otto metri dal tetto. Grave operaio di 73 anni

L’incidente in una concessionaria d’auto di Magnago ieri pomeriggio. La caduta attutita da un’auto parcheggiata. L’uomo ha subito lesioni al torace.

Volo di otto metri dal tetto. Grave operaio di 73 anni

Volo di otto metri dal tetto. Grave operaio di 73 anni

Grave infortunio sul lavoro ieri pomeriggio a Magnago. Un uomo di 73 anni è caduto dal tetto di una nota concessionaria d’auto di via Sardegna, mentre stava eseguendo delle riparazioni. Un volo di almeno otto metri, che si sarebbe potuto rivelare fatale se, provvidenzialmente, ad attutire almeno in parte la caduta, non ci fosse stata un’auto parcheggiata. Il settantenne – com’è stato poi appurato propretario dell’immobile su cui stava eseguendo dei lavori c’è finito sopra. All’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica, le sue condizioni sono subito apparse critiche agli occhi dei soccorritori. Dopo i primi accertamenti è stato condotto a sirene spiegate all’ospedale di Legnano con un grave trauma toracico e altre lesioni. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Legnano che hanno effettuato i rilievi. A causare la caduta del tetto potrebbe aver contribuito anche la scivolosità della superficie per via della pioggia; ma non è neanche esclusa l’ipotesi del malore.

La centrale operativa dell’Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia (Areu) ha ricevuto la segnalazione intorno alle 14.39. Sul luogo dell’incidente, come da prassi, sono intervenuti anche i tecnici dell’Agenzia di tutela della salute della Città metropolitana di Milano, che hanno svolto tutti i rilievi del caso per ricostruire l’esatta dinamica della vicenda, accertare eventuali responsabilità e soprattutto verificare che siano state rispettate tutte le norme in termini di sicurezza.

Quella degli infortuni sui luoghi di lavoro rimane una piaga a cui sembra non esserci rimedio. Nei soli primi sette mesi dell’anno hanno avuto un impatto sull’economia lombarda per 3,6 miliardi di euro, solo nei primi sette mesi dell’anno. Un costo stimato, considerando le 65.465 denunce di infortunio presentate da gennaio a luglio 2023 e rilevate dall’Inail, che si traduce in un fiume di denaro (anche pubblico) andato in fumo per colpa della carenza di misure di sicurezza e dei mancati investimenti sulla prevenzione.