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3 ago 2022
3 ago 2022

Pochi “guardiani”, una raffica di salvataggi

Dieci persone in difficoltà salvate dalle acque negli ultimi dieci giorni. Richiamo alla massima attenzione

3 ago 2022

LECCO

Operazione "Lario sicuro" su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, ma in spiaggia non ci sono bagnini. Gli unici posti presidiati sono Bellano, dove a vegliare sui bagnanti la domenica ci pensano i bagnini e i cani bagnino dell’Acsn, che è l’Associazione cinofila salvataggio nautico di Monza, e, durante i weekend, le spiagge del laghetto di Piona e della Breva a Colico, con gli Opsa e i volontari della Croce rossa lecchese, che sono gli operatori polivalenti di salvataggio acquatico che ora dispongono pure di due "droni bagnino", e con gli Amici di Claudio, i bagnini di un’associazione fondata nel 2008 da mamma Patrizia Gobbi per impedire che altri annegassero, come invece successo l’estate prima al suo figlio quindicenne Claudio Brunetti.

Gli altri 72 lidi e spiagge sono affidati invece ai vigili del fuoco, piuttosto che ai carabinieri e ai militari della Guardia costiera ausiliaria, coordinati dai finanzieri del Roan, il Reparto operativo aeronavale di Como.

Solo negli ultimi dieci giorni sono state salvate almeno una decina di persone: quattro ventenni che stavano affogando per rincorrere in acqua un pallone, due trentenni alla deriva su un materassino, gente in barca in balia delle onde e della corrente, mentre purtroppo un ricercatore indiano di 28 anni del Politecnico di Lecco l’ultima domenica di luglio è annegato, sotto gli occhi di suoi due amici invece recuperati in extremis. Un bilancio che richiama alla massima prudenza.

D.D.S.

© Riproduzione riservata

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