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1 apr 2022

Omicidio Carol Maltesi, convalidato il fermo di Davide Fontana

Il gip: il bancario senza alcuno scrupolo o compassione. Atti a Busto Arsizio per incompatibilità territoriale

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Carol Maltesi e Davide Fontana

Rescaldina - E' stato convalidato il fermo disposto nei confronti di Davide Fontana, il bancario e food blogger di 43 anni accusato di aver ucciso Carol Maltesi, ex commessa e attrice hard, 25 anni, sparita a gennaio, il cui cadavere è stato ritrovato dieci giorni fa, fatto a pezzi e gettato in un dirupo in Valcamonica.

La convalida è arrivata oggi. Il gip del tribubale di Brescia Angela Corvi ha disposto che Fontana, reo confesso dell'assassinio, resti in cella. Non solo. Nell'ordinanza di convalida del fermo, firmata dal giudice dopo l'interrogatorio del 43enne e lunga una ventina di pagine circa, il magistrato si è dichiarato anche incompetente dal punto di vista territoriale (l'omicidio, infatti, sarebbe avvenuto a Rescaldina, dove l'indagato e la vittima, nata a Sesto Calende, abitavano), disponendo la trasmissione degli atti al tribunale di Busto Arsizio, città che ha competenza sulla zona dell'Alto Milanese, dove si trova Rescaldina. 

L'ordinanza di custodia cautelare

Fontana, quindi, resta in carcere. Difficile, per altro, che si potesse prevedere un alleggerimento della misura cautelare, dati i pesanti indizi che hanno praticamente inchiodato Fontana, a partire dalla confessione. E date anche le parole che erano state utilizzate sempre dal giudice per le indagini preliminari nell'ordinanza con cui, invece, era stato disposto il fermo. Nel food blogger, si leggeva nelle carte, c'è "totale mancanza di ogni senso di umana compassione" come "traspare limpidamente" dalla modalità con cui distrugge il cadavere di Carol Maltesi "mosso esclusivamente dalla finalità di salvare se stesso, così facendo scempio dei resti della donna, cui pure ancora oggi afferma di aver tenuto sopra ogni cosa".

Sono queste alcune delle parole utilizzate sempre dal gip bresciano nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del 43enne accusato di omicidio volontario aggravato, distruzione e occultamento di cadavere. E ancora: "l'assenza di qualsiasi scrupolo morale trova l'ennesima dimostrazione" quando Fontana negli stessi giorni in cui si trovava a Vararo, nel Varesotto, "all'unico scopo di disfarsi" della sua vittima "trovava il tempo di 'recensire'
l'abitazione in cui era ospitato, definendolo 'luogo magico immerso nella natura per trascorrere del tempo in totale relax pieno di dettagli di ottimo gusto per vivere un soggiorno di qualità".                                

 

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