Nerviano, licenziata per molestie a un collega. Operaia fa ricorso: “Erano solo battute”

La donna è rimasta senza lavoro. L’avvocato: “Ignorate le testimonianze di altre dipendenti che la scagionavano”

Il tribunale di Busto Arsizio: il caso si discuterà nella sua sezione lavoro (Archivio)

Il tribunale di Busto Arsizio

Nerviano, 23 febbraio 2024 – Era stata licenziata per molestie sul posto di lavoro, adesso ricorre in appello contro la sentenza di primo grado. Un’operaia quarantenne sta vivendo in questi mesi una situazione difficile: rimasta senza lavoro dopo la denuncia di un collega maschio, che si è rivolto ai responsabili della stessa azienda dove lavorava a Nerviano dicendo che la donna lo avrebbe molestato portando la società a licenziarla per giusta causa.

"Mi hanno detto che avrei compiuto molestie sessuali nei confronti di un collega – afferma la lavoratrice – Si è sempre trattato di una serie di scherzi, qualche battuta e nulla più. Mai avrei pensato di innescare un uragano del genere che mi ha portato a perdere il lavoro".

Nel ricorso presentato emergono frasi pronunciate dalla donna, quando in orario di lavoro, toccando un dito della mano dell’operaio, avrebbe fatto allusioni ma secondo alcune testimonianze, il collega si mise a ridere di fronte ad altre operaie presenti alla scena.

Secondo l’avvocato della donna l’operaio in questione è stato in qualche modo usato dall’azienda per licenziare la donna: "Non ci si poteva aspettare una testimonianza differente, in quanto il licenziamento per giusta causa della signora si è fondato anche sui fatti dallo stesso denunciati all’azienda. Nel valutare la credibilità delle dichiarazioni da lui rese, il giudice avrebbe dovuto tenere in elevata considerazione le testimonianze delle colleghe presenti ai fatti, le quali potevano confermare o meno, quanto riferito. Si rileva, come nella valutazione della credibilità del testimone, il giudice avrebbe dovuto valutare l’interesse del lavoratore all’esito della presente lite, visto che lo stesso è ancora dipendente dell’azienda ed è colui che ha denunciato i fatti, su cui si è fondato il licenziamento della signora per giusta causa".

L’avvocato prosegue: "I fatti oggetto di contestazione disciplinare si sono verificati tra fine novembre e metà dicembre 2022, ma l’allontanamento dell’operaio che ha denunciato le presunte molestie è avvenuto ben 3 settimane dopo gli episodi contestati. Atteso che l’allontanamento dal reparto è stata indicato come causa delle frasi subite, appare strano che la reazione non sia avvenuta nell’immediato, ma così tardivamente. Forse perché le ragioni erano dipese da motivazioni personali e non certo da frasi mai proferite dalla donna".