Morto in Val Formazza: "Addio Roberto. Sapevi guardare oltre la quotidianità"

Parabiago, una folla di amici si è stretta alla madre e al fratello dell’osteopata precipitato durante un’escursione. Non si trova il cane della sua compagna d’impresa deceduta con lui.

Morto in Val Formazza: "Addio Roberto. Sapevi guardare oltre la quotidianità"
Morto in Val Formazza: "Addio Roberto. Sapevi guardare oltre la quotidianità"

Una folla commossa e composta ha dato l’ultimo saluto a Roberto Biancon, il cinquantatreenne morto domenica scorsa in Val Formazza mentre ciaspolava con un’amica. A celebrare le esequie dell’uomo è stato il parroco di Arluno, paese dove Roberto viveva, Giacinto Tunesi: "Non lo conoscevo come persona, ma ho letto tanto di lui in questi giorni e posso dire che Roberto ha dato tanto agli altri e lo si capisce vedendo quanta gente oggi è presente in chiesa per dargli l’ultimo saluto". Il parroco poi continua: "Amava la montagna e le altezze. Gli piaceva staccarsi dal quotidiano per guardare in alto e verso l’alto. Può essere da monito per tutti noi". Presenti ai funerali tantissimi amici, in prima linea quelli della palestra Gymnasion di Parabiago dopo Roberto collaborava da anni.

Uno di famiglia, tanto che la palestra è rimasta chiusa per tutto il giorno in segno di lutto: "Per noi è una triste giornata, perché abbiamo perso non solo un collega di lavoro, ma un caro amico da sempre legato alla Famiglia Gymnasion. Ci uniamo al dolore della mamma e del fratello e di tutti i suoi cari". Presente anche il suo ex insegnante di tango, specialità che Roberto tentò di imparare tempo fa. I funerali di Roberto Biancon seguono quelli della compagna Vanessa Gatti, trentenne di Origgio. Roberto è stato descritto da tutti gli amici come uno sportivo completo con l’amore per la la montagna. La sua professione di osteopata portata avanti negli anni con grande impegno lo aveva fatto diventare anche docente a Saronno. Una persona umana ed empatica a cui piaceva prendersi cura delle persone. Poi tanto sport fra arrampicate, trekking e ciaspolate. Ma anche tango, bici ed immersioni.

In val Formazza intanto si continua a cercare il cane di Vanessa, Eos di quattro anni che potrebbe essere sfuggito al tragico destino capitato ai suoi due amici umani. L’appello lanciato dall’amica di Vanessa, Manuela, non ha però prodotto finora risultati ed il meticcio non è stato ancora trovato. Una storia tragica con diversi risvolti nella zona interessata dalla slavina, il cui fronte di una trentina di metri è ancora ben evidente a terra a poche centinaia di metri dal rifugio a Riale, in alta val Formazza al confine con la Svizzera. Adesso la strada è interrotta ma lo era anche prima della slavina per via di una valanga caduta il giorno precedente.

Christian Sormani