La strada che divide. Albairate boccia il nuovo progetto: "Deturpa e non risolve"

Il sindaco contro il prolungamento verso Vigevano della superstrada "Devia il traffico dal centro di Abbiategrasso ma non elimina le code. All’intersezione con la provinciale con Milano sarà la paralisi". .

La strada che divide. Albairate boccia il nuovo progetto: "Deturpa e non risolve"

La strada che divide. Albairate boccia il nuovo progetto: "Deturpa e non risolve"

"L’Anas ha messo a bando un’opera che deturperà il territorio e che risolve solo in parte il problema di chi è in coda per recarsi al lavoro. La nuova strada dirotterà fuori da Abbiategrasso il traffico in transito ma non lo velocizzerà perché quando si arriverà all’intersecazione con la provinciale per Milano si troveranno gli stessi semafori che oggi causano le code" afferma Flavio Crivellin, sindaco di Albairate. "Si spendono tanti soldi senza una visione di insieme. A poca distanza da questa strada nascerà un grosso centro commerciale e un polo culturale che si raggiungerà solo passando su un vecchio ponte sul Naviglio che risale ad inizio secolo scorso. A questo punto avrebbe più senso realizzare il progetto di Città Metropolitana che risolve i problemi viabilistici del territorio e del suo collegamento con Milano e Magenta ma con un tracciato meno invasivo, con una circonvallazione a sud di Abbiategrasso, la riqualificazione dell’attuale circonvallazione ad est della città (vicina al nuovo centro commerciale), e con un ponte nuovo sul Naviglio per risolvere il problema reale costituito dall’attraversamento di Robecco, riallacciandosi a Magenta". Per Crivellin la vera priorità della mobilità del territorio dell’Abbiatense e della Lomellina non è raggiungere Malpensa ma il collegamento con Milano. Contro il progetto esecutivo della Vigevano-Albairate dell’Anas il Comune di Albairate e Città Metropolitana hanno depositato nella giornata di venerdì al Tar del Lazio un nuovo ricorso. "La decisione del Tar lombardo di dichiararsi incompetente dopo che già in passato aveva bocciato il progetto ci lascia perplessi. Sembra che i giudici lombardi abbiano voluto scaricarsi la responsabilità , attivando una tecnica dilatoria, sapendo come già il Tar laziale sia oberato di lavoro. Temiamo quindi che la sentenza arrivi ben postuma all’inizio dei lavori" osserva Flavio Crivellin.