CHRISTIAN SORMANI
Cronaca

Fine pena mai per Rispoli. La Cassazione conferma

Il capo cosca nel 2008 freddò Cataldo Aloisio con un colpo di pistola alla nuca. Condanna all’ergastolo anche per i mandanti Cataldo Marincola e Silvio Farao . .

Fine pena mai per Rispoli. La Cassazione conferma

Fine pena mai per Rispoli. La Cassazione conferma

Vincenzo Rispoli, capo cosca della locale di ‘ndrangheta di Legnano e di Lonate Pozzolo, è stato condannato all’ergastolo nella giornata di giovedì 13 giugno. Attualmente detenuto in regime di 41 bis a L’Aquila, Rispoli ha ricevuto la condanna definitiva dalla Corte di Cassazione. La sentenza conferma di fatto quella emessa nel giugno dello scorso anno dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano, che lo ha identificato come l’esecutore materiale dell’omicidio di Cataldo Aloisio, un imprenditore edile di 34 anni originario di Cirò Marina, il cui corpo era stato ritrovato nei pressi del cimitero di San Giorgio su Legnano. Era sabato 27 settembre 2008 alle 8:30, nella campagna di San Giorgio su Legnano, in via Redipuglia, quando i Carabinieri di Legnano e di Monza, intervenuti sul posto probabilmente dopo una segnalazione, avevano trovato l’uomo, che presentava ferite d’arma da fuoco e che sembrava essere stato vittima di una vera e propria esecuzione da professionisti, con un colpo alla nuca.

Nato nel 1974 a Cirò Marina, in provincia di Crotone, Cataldo era genero di Giuseppe Farao, boss della ‘ndrangheta condannato all’ergastolo insieme al fratello Silvio, membri del potente clan Farao-Marincola che ha significativi interessi in Lombardia. Un altro parente di Cataldo, lo zio Vincenzo Pirillo, anch’egli esponente di spicco della ‘ndrangheta, era stato assassinato a Cirò Marina nell’estate del 2007 da un gruppo di fuoco che ferì altre sei persone, tra cui una bambina. Il 14 luglio del medesimo anno, a San Vittore Olona fu ucciso Carmelo Novella, affiliato ai clan di Catanzaro, assassinato in pieno giorno in un bar da due sicari a volto scoperto. L’ergastolo è stato confermato anche per i due presunti mandanti dell’esecuzione, Cataldo Marincola e Silvio Farao. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato la condanna all’ergastolo per Vincenzo Farao, cognato della vittima, e Francesco Cicino, ritenuto vicino alla famiglia Novella. Per loro sarà necessario un nuovo processo d’appello. Vincenzo Rispoli ha avuto un ruolo significativo all’interno di questa organizzazione, particolarmente in Lombardia.

Il suo arresto hanno contribuito a mettere in luce l’estensione e l’infiltrazione della ‘ndrangheta nelle economie locali e nei sistemi politici del nord Italia.