Festival dell’intercultura. All’Istituto Einaudi inclusione e solidarietà

La tre giorni con le associazioni magentine

Festival dell’intercultura. All’Istituto Einaudi inclusione e solidarietà

Festival dell’intercultura. All’Istituto Einaudi inclusione e solidarietà

L’istituto Einaudi di Magenta ha spalancato le sue porte alla città. Musica proveniente da paesi lontani, cultura, volontariato, tutto all’insegna dell’inclusione. Si è concluso ieri il terzo festival dell’intercultura che ha visto la partecipazione di scrittori e artisti provenienti da diverse parti del mondo. "Sono stati tre giorni intensi – ha spiegato la dirigente scolastica Maria Grazia Pisoni – abbiamo avuto personalità provenienti dall’Afghanistan, dal Marocco, dall’Oriente, italiani che hanno fatto esperienze all’estero e che hanno arricchito il nostro paese. Un evento che si è ampliato notevolmente rispetto al passato".

Gli spazi esterni del celebre istituto magentino erano riempiti dagli stand delle associazioni che condividono gli aspetti dell’inclusione e della solidarietà. Da “Non di solo pane“ alla protezione civile, in cerca di nuovi volontari. "Ognuna con le sue peculiarità", ha sottolineato l’assessore all’Istruzione Giampiero Chiodini, intervenuto con l’assessore alle associazioni Mariarosa Cuciniello.

Fondazione per Leggere, presieduta da Marcello Mazzoleni, ha accolto con favore la proposta di un festival interculturale e si è presentata con lo stand rivolto alle associazioni allo scopo di stimolare il confronto e lo scambio di idee. Oggi, all’interno di una scuola superiore, sono tantissimi i ragazzi che hanno le loro origini in paesi lontani e culture differenti. E l’istituto Einaudi non fa eccezione. Munib Ashfaq, presidente dell’associazione islamica Ama di Magenta, arrivò in Italia a 13 anni con i genitori, dal Pakistan, senza sapere una parola di italiano. "Oggi è per me una grande emozione trovarmi in questo istituto – commenta – perché è quello dove ho studiato, mi sono diplomato e dove mi sono trovato benissimo. Persone che hanno culture differenti possono convivere pacificamente rispettandosi". E poi c’era il gruppo del coordinamento donne della regione Lombardia. "La scuola – ha concluso il sindaco di Corbetta Marco Ballarini – deve essere un luogo dove si impara, ma ci si diverte anche. Questa manifestazione di oggi ne è l’esempio".

Graziano Masperi