Cuggiono, cancellato il film Santocielo. La decisione di don Sgobbi: "Mi ha offeso come credente"

La pellicola di Ficarra e Picone era in programmazione nella sala della Comunità. Il parroco ha chiesto di non proiettarla: "Scelta di coerenza con il cammino di fede"

Don Angelo Sgobbi
Don Angelo Sgobbi

Cuggiono (Milano) – “Non si fa comicità usando il Messia, ma soprattutto non si proietti questo film in un ambiente oratoriano". Don Angelo Sgobbi è intervenuto deciso sulla programmazione della sala della Comunità facendo cancellare il film in programma il prossimo fine settimana, “Santocielo“, di Ficarra e Picone. Al suo posto sarà proiettato “Ferrari“, adattamento cinematografico della biografia di Enzo Ferrari.

La gestione della sala della Comunità di Cuggiono è da sempre affidata a un gruppo di volontari, che hanno piena facoltà di scelta. Solitamente, per il fine settimana, si prediligono pellicole per un pubblico giovane e altre di prima visione, proprio come quello di Ficarra e Picone. Un film che la Cei non ha “censurato“ drasticamente, nonostante le tematiche trattate, definendola "una storia claudicante, che più che di religioso sa di fantastico", indicandolo "per un pubblico adulto o di adolescenti... per una corretta gestione dei temi e del linguaggio in campo".

Don Sgobbi è intervenuto dopo la segnalazione di un genitore. "Ho letto le recensioni e sono rimasto stupito e colpito nei miei sentimenti umani e religiosi: per me il fatto della nascita del Signore Gesù dalla Vergine Maria è un motivo di fede e di gioia profonda. Ho trovato avvilente che si inventasse una sorta di storia parallela, con un secondo messia, con una gestazione maschile e altro di pessimo gusto, solo per fare comica". Don Angelo si è sentito "profondamente colpito e offeso nella mia sensibilità di credente". "Mi prendo tutta la responsabilità di questa scelta della quale sono convinto e che spero faccia riflettere" ha aggiunto il sacerdote.

Subito la notizia è diventata oggetto di discussione in paese e sui social. "Chiedo a tutti rispetto per questa scelta, che non è di censura ma di coerenza con ciò che la parrocchia propone come cammino di fede. Con fatica dobbiamo cercare di tendere alla coerenza. E lottare per le proprie idee e i propri valori". Ai critici tende una mano. "Alcune persone, che per lo più non conosco, mi giudicano e condannano, con slogan lapidari, dietro a una tastiera, senza contraddittorio. Liberissimi. Tuttavia li invito a venire a parlare di persona con me, così forse nascerà anche quella cosa grande e bella che è la comprensione delle ragioni degli altri e il rispetto reciproco".