Don Angelo Sgobbi cancella il film ‘Santocielo’ di Ficarra e Picone: “Offeso come credente”. Bufera in parrocchia

Cuggiono, polemica dopo la decisione del sacerdote di eliminare la pellicola dalla programmazione del cinema parrocchiale: “Nessuna censura, questione di coerenza”. E a chi lo attacca sui social dice: “Venite a trovarmi a casa”

Ficarra e Picone nel film Santocielo
Ficarra e Picone nel film Santocielo

“Blasfemo” e per questo tagliato fuori dalla programmazione del cinema parrocchiale. Polemica social nella parrocchia di San Giorgio Martire, a Cuggiono, nel Milanese, dopo che il parroco, don Angelo Sgobbi, ha deciso di annullare la proiezione di “Santocielo”, l'ultimo film di Ficarra e Picone. La decisione nasce, come spiega il sacerdote in un lungo post su Facebook, dalla condivisione della protesta “decisa” di un genitore.

La trama

La trama, già oggetto di polemiche e di accuse di “blasfemia”, parla di un angelo inviato da Dio sulla terra visto che il mondo ha bisogno di un nuovo messia. L'angelo, però, invece di toccare il grembo di una donna finisce per toccare quello di un uomo che dovrà affrontare la gravidanza. E qui apriti cielo… o sarebbe meglio dire “Santocielo”. A molti infatti, parroco incluso, il copione è parso quantomeno “inappropriato” per la proiezione nella “Sala della comunità” (il cinema parrocchiale, appunto), altri invece parlano di censura per la decisione di sostituire il film nella programmazione dell'oratorio.

Don Angelo Sgobbi: “Storia di pessimo gusto”

"Sono rimasto stupito e colpito nei miei sentimenti umani e religiosi: per me il fatto della nascita del Signore Gesù dalla Vergine Maria è un motivo di fede e di gioia profonda – ha commentato don Angelo sui social –. Ho trovato avvilente che si inventasse una sorta di storia parallela, con un secondo messia, con una gestazione maschile, ed altro di pessimo gusto”. Il parroco dice di essersi sentito “profondamente colpito ed offeso” nella sua “sensibilità di credente” e di aver constatato che “è la stessa cosa per quelle persone che, come me, hanno una simile sensibilità, amano il Signore Gesù e soffrono per questa ‘comica’ sgangherata, che usa la religione in questo modo discutibile” facendo notare che questo succede “solo con la religione cristiana, con qualche altra religione sono più che prudenti”. 

Il parroco: “Nessuna censura, è questione di coerenza”

Per don Angelo non è un problema in sé vedere il film, ma non è coerente vederlo nel contesto parrocchiale. “Mi dicono –prosegue il post – che in molti hanno già visto questo film su piattaforme varie o altrove: infatti non è un problema vederlo. Ma che almeno in oratorio non lo si proietti. Chiedo a tutti rispetto per questa scelta, che non è assolutamente di censura, ma di coerenza con ciò che la parrocchia propone come cammino di fede e con ciò che personalmente credo. So bene che la coerenza è un valore considerato ridicolo in molti ambienti”. Infine, rivolgendosi ai tanti che hanno fortemente criticato la sua scelta di cancellare la proiezione del film, don Sgobbi aggiunge: “Vedo che alcune persone, che per lo più non conosco, mi giudicano e condannano, con slogan lapidari, rimanendo dietro ad una tastiera, senza contraddittorio: Liberissimi. Tuttavia li invito a venire a parlare di persona con me, così magari ci capiamo e forse nascerà anche quella cosa grande e bella che è la comprensione delle ragioni degli altri ed il rispetto reciproco”. Il lungo post in poche ore ha ricevuto tantissimi commenti e condivisioni.

La replica

Sempre su Facebook si è espresso anche lo staff del cinema parrocchiale, prendendo atto della decisione del parroco "seppur non condividendo totalmente le valutazioni – come si legge in un altro post – ma in ottica di reciproca collaborazione e rispetto dei ruoli”.