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21 feb 2022

Legnano, l’invasione dei conigli: campo sportivo inagibile

Giocatori infortunati per colpa delle buche, pista di atletica piena di escrementi. Dirigenti societari e genitori protestano per la situazione ormai inaccettabile

christian sormani
Cronaca
Conigli e leprotti nel parco Altomilanese sono in continua crescita
Conigli e leprotti nel parco Altomilanese sono in continua crescita

Legnano (Milano) - "Una situazione oggettivamente insostenibile. Chiediamo al sindaco se lui farebbe giocare o allenare in un posto del genere i suoi figli o i suoi nipoti". Dirigenti sportivi e genitori puntano il dito sulla situazione dell’impianto sportivo di via della Pace, che da settimane mostra il volto peggiore di sé a causa della presenza di centinaia di conigli che stanno distruggendo il campo e che hanno riempito di escrementi la pista di atletica.

Alcuni giorni fa, a causa delle buche presenti nel campo, scavate dai leprotti ovunque, un giocatore dei 2005 dell’Academy Legnano si è rotto il crociato e dovrà proseguire con le stampelle nelle prossime settimane con la stagione sportiva completamente compromessa. Per non parlare della pista di atletica completamente ricoperta di piccoli escrementi, presenti anche nel campo di calcio. Il tutto perché l’impianto sportivo sorge vicinissimo al Parco Alto milanese, che in questi giorni ha un serio problema legato alla proliferazione dei conigli: molti entrano nell’impianto sportivo scavando sotto la recinzione che non è stata interrata e che quindi offre libero accesso agli animali selvatici.

La manutenzione spetta ad Euro.pa, spesso e volentieri chiamata in causa dall’Academy Legnano per la gestione non certo encomiabile degli impianti sportivi: molti versano in condizioni non propriamente brillanti. Quanto al Parco Alto milanese, l’ente sovracomunale ha avviato un monitoraggio faunistico e un’analisi in particolare rivolta alla presenza della minilepre e del coniglio selvatico, specie non autoctone la cui presenza ha assunto negli anni dimensioni importanti ed il cui numero oggi è in costante crescita, con oltre 4.000 esemplari e una densità molto elevata che sta creando problematiche ovunque.

Oltre agli impianti di zona, gli agricoltori hanno evidenziano numerosi danni ai raccolti, con la frustrazione di vedere puntualmente vanificato il proprio lavoro. Non solo: è stato riscontrato il deterioramento dei boschi per via delle tane che compromettono il sottobosco e rendono instabili gli alberi, in particolar modo le robinie che con il passare del tempo crollano. Lo studio, condotto dall’esperto faunista Carlo Lombardi, specializzato in questo tipo di tematica, è stato realizzato nell’ottica di delineare la densità di tale specie nel parco e interfacciarsi con gli organi competenti. Si punta adesso al prelievo degli animali, una misura eccezionale volta a ristabilire gli equilibri ecologici, in capo alla Regione Lombardia tramite la polizia provinciale, secondo il piano di gestione.
 

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