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5 apr 2022

Cibo, abiti, bollette. Trecento persone in povertà bussano alle porte della Caritas

Il centro San Magno può contare sull’aiuto di volontari, Lions e contrade

Varcano la porta, percorrono una rampa di scale e lo raggiungono. E con loro camminano due pensieri: il bisogno di essere ascoltati e di ricevere aiuto e la speranza di poter uscire da una situazione critica. Il Centro d’ascolto della Caritas di piazza San Magno è, sia per italiani che migranti in situazione di crisi, una stella polare. Una chiave per tentare di aprire la porta a un futuro differente e di maggiore sorriso. L’emergenza , in questo momento, ha soprattutto il volto di chi viene dall’Ucraina ma coinvolge persone di ogni latitudine. "Le persone che ci hanno richiesto aiuto– spiega Nuccia Corti, referente del Centro – sono aumentate di circa il 40 per cento e sono per la maggior parte italiane. Ha ovviamente inciso molto il Covid e si rivolgono a noi, a esempio, anche persone rimaste in cassa integrazione e famiglie con bambini".

Ora a bussare alla porta è soprattutto l’emergenza dell’Ucraina: "Abbiamo già una quindicina di persone in carico – spiega ancora Corti – ci sono alcune badanti che lavorano sul nostro territorio i cui familiari sono arrivati qui, li assistiamo soprattutto in termini di mantenimento e vestiario, sono donne con bambini e anche qualche nonna". Per quanto concerne i piccoli, aggiunge Corti, "li inseriamo nella scuola "Bonvesin de la Riva" con cui abbiamo una collaborazione e lei provvede a inviarli nelle altre scuole a seconda delle disponibilità". E, siccome, dice ancora, "il discorso non è semplice perché parlano solo ucraino, ci avvaliamo anche delle figure di mediatori culturali". Più complessivamente, la Caritas di San Magno assiste circa 300 persone, italiane e straniere. "Sono soprattutto albanesi e africani, e si rivolgono a noi soprattutto per cibo e vestiario". Per gli italiani, invece, "le richieste concernono aiuti per pagare le bollette e l’affitto". Tutti assistiti da un gruppo di quindici volontari "che – spiega Corti – prima erano tutti anziani mentre adesso sono anche persone di cinquant’anni". Il problema, molte volte, soprattutto per gli stranieri, si chiama casa. E a tutte queste emergenze Legnano ha decisamente aperto il cuore: "I legnanesi si sono dimostrati davvero molto generosi. Riceviamo aiuti dai Lions, dalle contrade, da molti semplici cittadini". C.C.

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