
Legnano, la Fondazione Ticino Olona aveva ricevuto domande per oltre 600mila
Dei 96 progetti presentati 74, quindi il 77% circa, hanno ottenuto un contributo: dei 22 progetti esclusi alcuni erano non ammissibili perché non rispondenti ai parametri definiti dal regolamento, altri erano nelle parti basse delle graduatorie e altri ancora perché avevano ottenuto contributo su altro progetto presentato in cui erano in qualche modo coinvolti. Passa da questi numeri l’approvazione dei progetti finanziati dalla Fondazione Ticino Olona, avvenuta nel cda di fine giugno, e che facevano riferimento ai tre bandi scaduti a fine maggio.
"È stato un lavoro più delicato del solito visto il divario tra il richiesto e il disponibile – spiega il presidente della Fondazione, Salvatore Forte -. E necessariamente non è stato possibile accogliere tutte le richieste, anche se i progetti erano ammissibili… si è cercato di dare contributi al numero maggiore possibile di richieste, anche ricorrendo alla fine a qualche residuo degli anni scorsi e così il budget iniziale di 330mila euro è stato portato a 345mila. A seconda poi del punteggio ottenuto il contributo assegnato è stato compreso tra il 100% del richiesto e il 60%. Naturalmente gli Enti assegnatari di contributi inferiori al richiesto dovranno rimodulare il progetto stesso e confermare la possibilità di procedere a tutte le attività o solo a una parte delle stesse senza ovviamente svilire gli obiettivi generali".
Come spiega Forte, il bando più difficile da decidere è stato il Bando “Bambini, Adolescenti e Giovani” per il maggior divario tra richiesto e stanziato. Dei 36 progetti presentati ne sono stati selezionati 27 e alla fine il budget di 100mila euro è stato incrementato di 13mila euro. Il più facile il bando “Fragilità” con il minor divario tra richiesto e stanziato: 24 progetti, 20 selezionati e un budget di 100mila euro aumentato di 2mila. Una via di mezzo è, infine il bando “Arte e Cultura”: 36 progetti, 27 selezionati, budget confermato di 130.000 euro.
"Quale filantropia riusciamo a fare? - conclude il presidente -. Quando finanziamo, ad esempio, La Ruota onlus che, con il progetto Stage diving, intende dare la possibilità a ragazzi fragili e con autismo ad alto funzionamento di allenarsi nelle incombenze quotidiane in vista di un progetto di vita futuro, sosteniamo ancora una filantropia di inclusione ma anche una filantropia di fiducia. Farei fatica a individuare una filantropia strategica, quella in grado di cambiare veramente il presente di un Ente del Terzo Settore. Ma una filantropia strategica ha bisogno di investimenti più ingenti di quelli di cui disponiamo e allora ritorna uno degli argomenti più attuali sui quali stiamo lavorando alacremente: aumentare il nostro patrimonio per poter contare su una rendita che ci permetta di affrontare progetti di più ampio respiro per l’intera collettività".