Appalti pubblici alla svolta. Parte la digitalizzazione. È caos negli enti locali

Sartorio, presidente della Comunità montana del Piambello, ha scritto a Roma: propone di eliminare l’obbligo di Cig per gli acquisti sotto i 5.000 euro.

Appalti pubblici alla svolta. Parte la digitalizzazione. È caos negli enti locali
Appalti pubblici alla svolta. Parte la digitalizzazione. È caos negli enti locali

Con l’inizio del nuovo anno ha preso il via la digitalizzazione degli appalti pubblici. Una vera svolta che guarda al futuro ma che sta causando più di un problema agli enti locali. Numerose le segnalazioni che giungono da tutt’Italia in merito alle modifiche del sistema dei Cig (Codice identificativo di gara) che stanno rallentando l’attività della macchina amministrativa. Una voce si alza anche dal varesotto, ed è quella di Paolo Sartorio, presidente della Comunità Montana del Piambello, che comprende 20 comuni tra Valceresio, Valganna e Valmarchirolo. Sartorio ha deciso di prendere carta e penna e di scrivere una lettera indirizzata a Roma. Destinatari il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini e il ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. "Le nuove modalità per l’ottenimento dei Cig, introdotte da inizio 2024, sono assai complesse e generano nuovo carico burocratico per l’ente - scrive Sartorio - gli “smart Cig”, semplici e chiari, in chiave di semplificazione, ritengo debbano essere reintrodotti". Quindi lancia una proposta ai tre ministri, cioè quella di eliminare l’obbligo di Cig per gli acquisti sotto i 5.000 euro. "Occorre poter disporre di piattaforme semplici, poco onerose, interfacce chiare, che garantiscano tempi rapidi di lavoro a carico dei collaboratori dei Comuni per compilare form online. Le ultime novità e le nuove piattaforme rallentano e in molte situazioni bloccano gli enti locali". Secondo Sartorio c’è il rischio di una paralisi nella gestione dei comuni. "Quanto stiamo vivendo in queste ore merita approfondimenti e interventi anche istituzionali, oltre che operativi. Eliminata la vecchia semplice piattaforma per la richiesta di Cig, usare il Mepa con credenziali nuove e interfacce non chiare, sta bloccando i Comuni. Non solo piccoli. Le piattaforme semplici servono a tutti". Con il nuovo sistema per avere un Cig si impiega molto tempo, "quando la piattaforma funziona. Prima servivano pochi minuti", specifica il presidente dell’ente montano. Ma la sua non è una richiesta di ritorno al passato. "Non vogliamo si torni indietro o andare contro i dettami Ue in funzione dell’attuazione e del successo del Pnrr. Il Piano deve riuscire, anche nelle riforme. Chiediamo però come ente la semplicità. Piattaforme semplici, fiducia, e chiarimenti".